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Il bibliotecario francese: cap. XXXIV parte prima


Trent passeggiava nervosamente davanti alla scrivania di Augustus Lafayette, mentre quest'ultimo non dava segno del benché minimo palpito emotivo. Si era già fatto pomeriggio inoltrato, ma la calura di quel giorno non accennava a diminuire. E l'anziano non sembrava neppure avvertirla.

-Signor Lafayette, lei non è un bibliotecario. E la sua attività di volontario al Centro Arcoiris è soltanto una copertura. Mi dica la verità: lavora per mio padre, vero? L'ha mandata lui per convincermi a lasciare la mia fidanzata? Gli dica che sta perdendo il suo tempo.

-Rilassati, ragazzo. Tuo padre non sa neppure della mia esistenza. Se mi avesse mandato lui, non riterresti semmai che avrei il compito di mandare all'aria la tua partecipazione al torneo per metterti i bastoni tra le ruote? Usa la logica. O stai perdendo i colpi? Se così fosse, non ti offrirei il mio aiuto per vincere.

-Già, ma lei vuole qualcosa in cambio del suo aiuto, giustamente capisco che non può lavorare gratis. Ma sapendo tutto su di me, si renderà conto che non ho al momento denaro da darle. Posso soltanto prometterle che quando mi sarò sistemato e avrò messo da parte la somma che mi chiederà, gliela pagherò volentieri e con tanto di interessi.

-Lascia che sia io a formulare la mia richiesta. Chi ti dice che sia il denaro, quello che voglio da te?

Trent lo guardò stupito. Cos'altro poteva volere Augustus Lafayette, suppostamente umile bibliotecario di un’ancora più umile cittadina?

-Scusi, ma...

-Allora: se sei disposto a darmi quello che ti chiederò, ti insegnerò a battere Podger.

-Qualunque cosa sia, prometto che gliela darò, anche se non ho idea di che si tratti. Ma mi aiuti a vincere il torneo o la mia vita sarà finita.

Augustus Lafayette non trattenne una sonora risata. -Ah, voi ricchi pensate che tutto ruoti intorno ai soldi e voi giovani innamorati siete uno spasso quando abbandonate il raziocinio che in ogni altra occasione avreste da vendere. Ma tant'è. Veniamo al punto.

Nel frattempo Trent vide sulla scrivania un piccolo oggetto rettangolare di colore nero, all'apparenza un cerca-persone. Prima non c'era, gli era sembrato. L'anziano l'aveva fatto apparire così rapidamente che il medico non si era accorto della manovra. Era un registratore vocale ad altissima risoluzione. -Voglio qua, ora, la tua confessione.

-Come dice?

-Andiamo, non fare il finto tonto perché so tutto riguardo alla morte del tenente Francisco Rios. So che è stata la sciagurata della tua ragazza a ucciderlo con quattro aspirine da mille milligrammi ciascuna, anche se non di proposito. Ma ha commesso il grave reato di esercizio abusivo di una professione sanitaria, avvalendosi di titoli di studio falsi, dopo essere incorsa nell'illecito di falso ideologico in concorso con il padre. L'omicidio colposo che ne è scaturito è infarcito di circostanze talmente aggravanti da parificare la colpa al dolo, pur non intenzionale. Per un banale errore che un infermiere laureato con il minimo dei voti, ma neppure un operatore socio-sanitario, finanche un addetto alle pulizie commetterebbe, ha somministrato dosi massicce di aspirina a un paziente affetto da dengue, causandogli un'emorragia inarrestabile pure a fronte di tempestivi soccorsi, con conseguente morte! A causa della sua precedente inettitudine al lavoro nel presidio sanitario, per la quale rimproveravi ora questo, ora quell'altro infermiere, hai finito per capire che non poteva essere stato altri che lei, anche se non avevi idea del come avesse potuto commettere tale deplorevole misfatto, non avevi idea che avesse un diploma di liceo ottenuto a suon di mazzette e una successiva laurea in infermieristica comprata da un falsario. Ma il tuo per lei non è un sentimento sano, è un coinvolgimento emotivo morboso, altrimenti non ti saresti abbassato, al fine di coprirla, a commettere un'azione che qualificare ignobile è davvero minimizzare! Hai architettato un piano per far ricadere la colpa su due ragazzi innocenti, ottimi e intelligenti infermieri, che non avrebbero mai commesso un errore minimamente paragonabile a quello scempio! Hai fatto credere alla signorina Adriana Mascarenhas di ricambiare il suo amore, approfittandoti dei sentimenti genuini che ti eri accorto provava per te, completamente ignara del fatto che fossi già impegnato, pur in siffatta tortuosa relazione. Già, avevi ben pensato di tenere quanto più possibile nascosto a tutto il presidio sanitario il tuo fidanzamento, per paura che qualche nonnulla mandasse a monte i tuoi piani. Per forza, non è certo carino far sapere ai tuoi colleghi (e soprattutto al direttore sanitario, non sia mai!) il vero motivo per cui vi trovate in un posto come la Floresta. Al sapere della vostra relazione, prima o poi sarebbe venuto fuori tutto il resto. A parecchi piace domandare, spesso i colleghi sono curiosi e la tua ragazza non è certo maestra di riservatezza. La signorina riesce molto a malapena a nascondere che detesta questo posto. Anche se tu...devo riconoscerlo, hai veramente a cuore la popolazione di questo paese in rovina e lo dimostri. Dopotutto, se hai proposto alla signorina Devereux di accompagnarti ad Habanita, l'hai fatto sicuro e certo delle qualifiche che vantava. Per come ti ho visto lavorare, per il trattamento che riservi ai malati, deduco che non ti saresti mai fatto accompagnare da lei qui, se avessi saputo della minaccia che rappresentava per i pazienti.

Ma torniamo a noi. Mi è stato facile capire, sai, come hai fatto a sottrarre alla signorina Mascarenhas la chiave del suo armadietto dei medicinali senza che se ne accorgesse. L'hai indotta a baciarti e mentre la baciavi gliela rubavi dalla tasca del camice. Certo, mentre la poverina si perdeva nei tuoi begli occhioni azzurrri, sapevi che la tasca del suo camice era divenuto l'ultimo dei suoi pensieri. Non ho avuto neppure bisogno che me lo raccontasse per arrivarci, ho preferito risparmiarle l'imbarazzo e il dolore. E rendendoti conto che suo fratello, se fosse rimasto in libertà, poteva crearti dei fastidi, ti sei inventato un'attività in magazzino studiata a bella posta e hai escogitato la scena del caffè rovesciato. Così hai derubato anche lui. Hai aperto i loro armadietti e sottratto due aspirine da ciascuno, per metterli in quello della tua ragazza e creare per lei l'alibi perfetto. Una volta che la polizia ebbe perquisito i tre armadietti, trovò quello della signorina Malinka Devereux in perfetto ordine, mentre dagli altri due mancavano le aspirine che hanno ucciso il tenente Rios. Il gioco era fatto. Ma una persona che ha davvero ha a cuore quei due bravi ragazzi si è autoaccusata dell'illecito e adesso per colpa tua e di quella squinternata falsa infermiera, giace in un letto di infermeria. E' stata pestata a sangue da altre detenute. Un'europea bianca si trasforma presto in un bersaglio nelle fatiscenti prigioni locali. Le carceri del tuo paese in confronto a quelle di La Floresta sono un'oasi di pace. E se una donna forte di mezz'età è viva a malapena, cosa pensi che sarebbe successo a due ragazzi giovani di buona famiglia, cresciuti, senza offesa per loro, nella bambagia come te? Avremmo avuto i funerali già da un pezzo. Lasciati intanto dire che non ti meriti affatto l'amore di una ragazza di nobili sentimenti e gesti come la signorina Mascarenhas, che tra l'altro non sa nulla del tuo alto lignaggio. Non ti ha certo amato per il tuo denaro, la tua posizione e la tua potente famiglia! Non ne ha neppure bisogno. Perchè i suoi genitori, anche se non ricchi quanto voi, appartengono comunque alle alte sfere europee e mantengono uno stile di vita che non ha nulla da invidiare a quello dei tuoi. Ciononostante né lei né il fratello hanno paura di doversi guadagnare da vivere, fosse pure da operai, e compiere grossi sacrifici, se ce ne fosse bisogno. Sai, ti meriti proprio la signorina Malinka Devereux, che se ora è riuscita a fare di te una marionetta, una volta sposati ti renderà il più sciagurato degli uomini. Te lo dico per onestà e sempre per onestà ti dirò che sei ancora in tempo...non essendoti del tutto compromesso...uomo avvisato, mezzo salvato.

Augustus Lafayette era veramente arrabbiato. Incrociò le braccia e continuò: -Se i miei valori fossero meno che cristiani a quest'ora ti avrei spaccato la faccia a suon di botte, qui in questo studio. Ma mi trattengo, visto che non siamo nel pieno di un blitz tra polizia e trafficanti di droga in cui io sono il commissario e tu il capo dei narco che cerca di farmi la pelle. Siamo due individui con un obiettivo da raggiungere, ognuno dei quali vuole qualcosa dall'altro. E ora forza, comincia a raccontare, che io comincio a registrare. Devo avere la tua confessione ora, di modo che possa già da domani insegnarti a battere Podger. Non appena avrai vinto il torneo consegnerò la registrazione al pubblico ministero. Devo tirar fuori la signora Moreira dalla prigione prima che dall'infermeria la rispediscano in cella. Un'altra aggressione potrebbe esserle fatale.

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PousinhaDosPous
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languages teacher, translator and writer


XXVIsecolosigloXXVI
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Questo titolo è dovuto al fatto che i miei e-book sono quasi interamente ambientati in un futuro indefinito dove gli scacchi la faranno da padroni/Este título se debe a que casi todos mis e-books transcurren durante un indefinido porvenir, donde los dueños serán los ajedrez.

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