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Il bibliotecario francese: cap. XXXIII parte prima


Due giorni dopo Augustus Lafayette si trovava nel suo studio in biblioteca e nel primo pomeriggio Trent lo raggiunse. Essendo un martedì, giorno di chiusura, l'edificio era a completa disposizione del funzionario e del suo collaboratore Oscar, che in quel caso faceva lo straordinario. Era una giornata particolarmente afosa, ma il bibliotecario, seduto alla sua scrivania, sembrava completamente a proprio agio anche se nella stanza l'aria era calda, umida e pesante.

-Signor Lafayette, lei è il più grande scacchista di tutti i tempi.

-Suvvia, ragazzo, mi diletto al nobilgiuoco.

-Si diletta?- Trent sgranò gli occhi, stupefatto. -Lei ha battuto per tre volte consecutive un uomo dal titolo più volte confermato di Grande Maestro Internazionale. Se ne rende conto?

-E allora?

-E allora sono convinto che può insegnarmi a batterlo, senza ombra di dubbio.

-Si, posso- affermò il bibliotecario in tono piatto, asettico. Augustus Lafayette fissava l'internista californiano con un'espressione fredda e distaccata dietro quegli occhiali scuri che non abbandonava mai. Aveva perso del tutto l'aria faceta e sorniona che all'Arcoiris lo rendeva un anziano a tutti simpatico. Trent pensò che forse non era un vero bibliotecario. Se fosse stato americano, anziché francese, avrebbe potuto essere un agente dei servizi segreti sotto mentite spoglie. Oppure un giudice o il procuratore capo della Corte Suprema in pensione. Oppure ancora un generale dell'esercito, dei marines o dell'aeronautica. Chiunque appartenesse a una di quelle categorie era un fenomeno a scacchi che non giocava mai ai tornei. Per mancanza di tempo e per la pericolosità nell'esporsi in pubblico. Quei personaggi avevano sempre alle calcagna qualcuno che li voleva morti.

-La prego, mi insegni. Lei non immagina quanto ne abbia bisogno.

Sul volto di Lafayette apparve lo stesso sorriso beffardo che Adriana e Nico avevano contemplato quando lo avevano appena conosciuto. Trent ne ebbe quasi paura, ma si dominò. Non poteva perdere quella che riteneva essere l'occasione d'oro della sua vita.

-E qui ti sbagli, giovanotto. Lo immagino, eccome se lo immagino! Ma come tu stesso hai rilevato, poiché sono davvero bravo a scacchi come dici, pensi veramente che mi vada a genio di farti vincere il tuo prossimo torneo internazionale per puro amor di popolo?

Trent capì. Quantomeno credette di capire. E tra l'altro il bibliotecario era venuto a sapere, chissà come, della sua partecipazione a quel torneo, oltre che dell'ansia di vincerlo che lo attanagliava.

-Signor Lafayette, mi creda, in questo momento non ho un soldo, ma le prometto solennemente che quando mi sarò sistemato...

-Dove?- lo interruppe il bibliotecario. -A Estrella del Sur con quell'oca giuliva della tua fidanzata?

Trent lo guardò allibito. -Come fa...

-A saperlo? Credimi giovanotto, so molto più di quanto pensi. Comunque, riguardo alla vostra destinazione, la tua ragazza mi ha informato a dovere. E' talmente facile farla chiacchierare.

Il sorrisetto sul volto del bibliotecario non accennava a sparire. Il medico arrossì per la vergogna e il disappunto. La sua Malinka era spesso fonte di imbarazzo per lui, ma Trent la amava ugualmente. Perchè però, si chiese, la sua fidanzata aveva svelato senza preamboli la loro relazione a un estraneo conosciuto unicamente da brevissimo tempo? Vero era che Malinka non era certo la regina della discrezione e della riservatezza, ma se fino ad allora, pur non senza pochi sforzi e ancor più lamentele, si era fatta da lui persuadere a non rivelare a nessuno a La Floresta, men che meno ad Habanita, della loro relazione sentimentale, come poteva esserle sfuggita quell'informazione proprio con Lafayette? E poi, quali interessi poteva avere quest'ultimo verso di loro e come aveva sospettato del loro fidanzamento segreto, quando al presidio sanitario tutti, compreso Podger, continuavano a ignorarlo?

-So che ti servono urgentemente diecimila dollari americani perché le autorità di Estrella del Sur sono molto fiscali in tema di immigrazione. E so anche che con quella somma, una volta che vi sarete stabiliti, potrete iniziare una nuova vita aprendo un'attività, magari una clinica, vero? Meglio se con spa annessa, ove la tua fidanzata potrà trascorrere ogni giornata in assoluto relax senza mai scomodarsi a muovere un dito. E data la fiorente economia del posto, potrete arricchirvi e vivere la vita a cui la signorina aspira, poichè perfino la classe media che potresti offrirle in California le sta stretta. Amico mio, in che situazione ti sei cacciato!-. Augustus Lafayette diede in una sonora risata. Ora Trent non sapeva se essere più arrabbiato o spaventato. Quell'uomo sapeva tanto! Possibile che Malinka avesse chiacchierato troppo? Fin dove si era spinta a parlare? Come ultimamente gli veniva di pensare, Trent si chiese perchè non riuscisse proprio a fare a meno di lei.

-Signor Lafayette, esigo che mi dica...

-Non sei in condizione di esigere niente, tantomeno da me- lo interruppe il bibliotecario abbandonando il suo fare cinico per mostrarsi alquanto irato. -Lasciami invece terminare, dopodiché sono certo che arriveremo ad un accordo conveniente per entrambi. La tua ragazza è cresciuta ad Haiti perché suo padre, un francese come me, era proprietario di un lussuoso hotel a cinque stelle, insieme alla moglie. Un'affascinante e avvenente signora peruviana, ecco da chi ha preso la figlia. La signorina è cresciuta fannullona e viziata, non voleva studiare né lavorare, amava e a tutt'ora ama il lusso e lo shopping sfrenato. Il padre ha sborsato suon di quattrini per farle ottenere un diploma falso e un'ancora più falsa laurea in scienze infermieristiche.

Trent trasalì. Ignorava quelle informazioni sui titoli vantati da Malinka.

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PousinhaDosPous
PousinhaDosPous

languages teacher, translator and writer


XXVIsecolosigloXXVI
XXVIsecolosigloXXVI

Questo titolo è dovuto al fatto che i miei e-book sono quasi interamente ambientati in un futuro indefinito dove gli scacchi la faranno da padroni/Este título se debe a que casi todos mis e-books transcurren durante un indefinido porvenir, donde los dueños serán los ajedrez.

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