Le criptovalute fanno parte del complesso degli investimenti a cui possono accedere tutti o quasi. Certamente è necessaria una conoscenza approfondita o, almeno, sommaria dell’argomento, in modo da evitare gravi perdite nel proprio portafoglio. A differenza degli investimenti più tradizionali, come ad esempio i titoli di studio o i buoni di risparmio, oltre a essere estremamente volatili, le criptovalute sono circondate quasi da un’aura mistica, per cui non è raro trovare persone le quali sono profondamente convinte che i loro assets possano aumentare di valore già a partire dai 10 secondi successivi all’acquisto; ecco spiegato il perché c’è una grande tendenza a tenerli praticamente all’infinito (il cosiddetto “holding”).
L'investimento in criptovalute è un fenomeno relativamente recente, ma ha già mostrato un impatto significativo sui mercati finanziari globali. Tuttavia, al di là delle analisi tecniche e fondamentali, un aspetto cruciale che spesso viene trascurato è la psicologia degli investitori, o meglio come le persone cerchino di calcolare i rischi o a cosa pensano mentre sono in procinto di acquistare i propri assets. La comprensione delle dinamiche psicologiche dietro le decisioni di investimento può aiutare a spiegare molti dei comportamenti osservati nel mercato delle criptovalute: è proprio ciò che cerca di fare la finanza comportamentale, una branca della finanza che cerca di dare spiegazioni su questi comportamenti psicologici, per esempio tentando di identificare quali aree del cervello si attivano durante i processi decisionali economici.
Le criptovalute sono un tipo di investimento che attrae costantemente sempre nuove persone: garantisce, infatti, nel caso in cui il prezzo di essa salga in poco tempo, un profitto in tempi relativamente brevi; allo stesso tempo, anche i più principianti possono cominciare ad acquistarne (cifre basse sarebbe la cosa ideale). Le emozioni, in questo contesto, giocano un ruolo fondamentale. Ho sentito parlare, pochi giorni fa, del FOMO, ovvero “Fear of Missing Out”, un fenomeno psicologico decisamente interessante in questo ambito: si tratta della paura di perdere qualcosa, principalmente un’opportunità. Si genera una forte sensazione di ansia per il potenziale investitore, il quale vede il prezzo di un asset aumentare di giorno in giorno: ecco qui che in seguito a quel +20% in un giorno di quella “Shitcoin” (termine utilizzato per riferirsi a delle criptovalute create per gioco, inutili al mercato, che spesso sono vere e proprie truffe) ne consegue che l’investitore, per lo più principiante in quel caso, ci si fionda, la acquista impulsivamente, senza calcolare rischi. “Sicuramente domani entrerò sul conto e avrò guadagnato un 40%” risuonerà nella mente dell’investitore. Ma sarà vero? Raramente questo accade, ci vuole davvero tanta fortuna! In ogni caso, da qui nasce l’esigenza di investire in criptovalute, quasi come un tentativo di non “perdere il treno” del prossimo grande affare.
Nel contesto digitale in cui viviamo, con le notizie e le informazioni che circolano a grande velocità su Internet, le opinioni degli altri fanno tanto: le persone sono fortemente influenzate dalle opinioni e dalle azioni degli altri, specialmente coloro che appartengono allo stesso gruppo sociale o comunità. Infatti, quando amici, familiari o persone in forum online o piattaforme di social media discutono dei loro investimenti in criptovalute, può crearsi un senso di pressione sociale per partecipare, per non rischiare di rimanere esclusi. Questa prova sociale può, a sua volta, creare slancio nel mercato e portare molta gente a mettere mano al proprio portafoglio e a spendere grandi cifre, senza un’adeguata conoscenza di questo mondo. Si tratta proprio del fenomeno che in molti hanno definito “effetto gregge”: è meglio seguire la massa, invece di fare un’analisi indipendente della situazione. Una sorta di mentalità del branco.
Un altro tipo di paura che può subentrare è quello della perdita, con una tendenza a dare più peso alle perdite che ai guadagni. In pratica, perdere anche una quantità esigua di soldi provoca un dolore psicologico maggiore rispetto al piacere derivato dal guadagnare. Questo può portare gli investitori a comportamenti istintivi, come vendere troppo presto per evitare ulteriori perdite (anche se spesso è la soluzione migliore) o, al contrario, mantenere i propri investimenti in una criptovaluta in calo nella speranza che il suo prezzo risalga, anche quando le prospettive sono negative. A tal proposito, mi ricordo il caso di Terra e Luna, con la “Stablecoin” UST che a maggio 2022 è crollata, polverizzando gli investimenti di milioni di utenti, i quali in molti casi avevano depositato i risparmi di una vita. In quel caso, purtroppo, la razionalità e la paura di investire hanno potuto fare ben poco: trattandosi di una “Stablecoin” infatti, ovvero un asset connesso direttamente al prezzo di Euro o Dollaro USA e appunto stabile, l’investimento sembrava sicuro. In molti si sbagliarono!
Quando le prospettive sono negative, inoltre, può anche accadere l’opposto: come nel gioco d’azzardo, invece di lasciar perdere si cerca di fare un secondo tentativo di investimento, rischiando la seconda perdita. La prudenza, in questo caso, può essere cruciale.
Il nostro cervello e il nostro sistema di credenze hanno funzione importante nella vita di tutti i giorni, dal momento che la nostra mente funziona anche grazie ai bias. Secondo la definizione fornita da Wikipedia:
Il bias cognitivo è un pattern sistematico di deviazione dalla norma o dalla razionalità nei processi mentali di giudizio. In psicologia indica una tendenza a creare la propria realtà soggettiva, non necessariamente corrispondente all'evidenza, sviluppata sulla base dell'interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio.
È in questo contesto che rientra il cosiddetto “bias della conferma”, ovvero un insieme di assunti, informazioni e posizioni (anche punti di vista e opinioni) che confermano il nostro sistema di credenze. In sintesi, sono tutte quelle informazioni od opinioni che confermano ciò che noi pensiamo. Per esempio, questo vale per i giornali che scegliamo di leggere: alcuni sono di destra e altri di sinistra; in base a ciò che votiamo, scegliamo di leggere il corrispettivo giornale, che molto probabilmente rispecchierà il nostro modo di vedere il mondo. A volte il rischio, inoltre, è anche quello di avere una “overconfidence”, ossia di sentirci eccessivamente consapevoli dei nostri rischi, come se avessimo una conoscenza approfondita del funzionamento dell’economia e dei mercati. L'euforia del momento, quindi, può spingere gli investitori a sovrastimare il potenziale di guadagno delle criptovalute, ignorando i rischi associati.
E allora cosa si può fare per gestire queste trappole psicologiche? Sicuramente diversificare i propri investimenti può essere una risposta: vuoi investire 100$? Non metterli tutti sul BTC, magari potrebbe essere interessante avere anche qualche ETH o dei SOL. È importante poi chiarire i propri obiettivi e sapere quando entrare o uscire dal mercato, basandosi su analisi piuttosto che su emozioni. Infine, un’educazione finanziaria continua potrebbe aiutare a mantenersi informati e a sapere come muoversi e, chissà, anche come guadagnare.
La psicologia dell’investimento in criptovalute è un fenomeno complesso che coinvolge una serie di fattori emotivi, cognitivi e sociali. La paura di rimanere indietro, la prospettiva di profitti rapidi, un senso di eccitazione, l’attaccamento emotivo al denaro, la prova sociale sono tutti elementi che contribuiscono a questo comportamento. Mentre investire in criptovalute può essere un’impresa ad alto rischio e, allo stesso tempo, ad alto rendimento, è importante riconoscere che i fattori psicologici che guidano il comportamento di acquisto possono essere altrettanto importanti quanto i fondamentali di mercato. È fondamentale bilanciare la propria conoscenza del mercato con una reale comprensione dei nostri comportamenti e bias cognitivi. Essere educati sia sugli aspetti finanziari che su quelli psicologici aiuterà a mantenere sempre la calma, anche nei tempi in cui i prezzi sono più volatili.