Brutti, sporchi e cattivi

By Lorf | Ideolog | 3 Jun 2020


Uno degli autori che leggo con più foga negli ultimi anni è Vincenzo Ruggiero.

Ruggiero è un criminologo che ha un debole per l'interdisciplinarietà, la qual cosa dal mio punto di vista lo pone una spanna sopra ai suoi colleghi "settoriali".

Fra le perle c'è il suo "I crimini dell'economia" ma adesso vorrei parlare del suo "Perché i potenti delinquono".

Nelle prime pagine del libro veniamo a sapere una cosa molto importante. 

Nella criminologia, e per estensione nel senso comune, al crimine si associa il povero, il marginale, lo svantaggiato.

I crimini, tipicamente, li compie chi "è portato a compierli" per motivi di indigenza, disperazione o altro.

Le leggi - in linea di massima - sono fatte per rilevarli e sanzionarli.

***

Non tutti i comportamenti criminali, però, sono codificabili e chi ha potere politico o economico, solitamente, non fa o fa fare leggi per rilevare i propri crimini e sanzionarsi.

Questa categoria di persone, di norma, fa leggi o fa approvare leggi che rendono le sanzioni nulle o molto blande.

Oppure non legifera attorno a comportamenti chiaramente criminali.

Risultato: chi ha potere molto raramente viene definito un criminale. Addirittura non viene percepito come tale.

I suoi atti, ufficialmente leciti o ufficialmente illeciti, che spesso finiscono per fare danni enormi, non hanno le stesse conseguenze degli atti compiuti da persone oppresse o svantaggiate che vivono ai margini o comunque non possono esercitare alcun tipo di potere.

Pensate ai crimini economici o ambientali.

Pensate ai crimini finanziari. 

Anche il solo concetto di "speculazione" di borsa, ad esempio, fa riflettere.

Quando dico a una persona che è uno "speculatore" gli dico una cosa brutta, no?

Eppure speculare in borsa è qualcosa di perfettamente legale, anche se spesso è criminale dal punto di vista delle conseguenze che determina sulla vita delle persone.   

Di solito, quando si scopre un scandalo finanziario o economico si urla molto e si sanziona poco.

Quando invece si ruba al supermercato si urla poco e si sanziona molto. 

***

Sì, l'ho fatta semplice, troppo semplice, leggete il libro, ne vale la pena.

Ma l'ho fatto per spiegare il sentimento che provo quando qualcuno mi dice che un ragazzo che rompe una vetrina durante una rivolta è "un criminale".

E quel qualcuno, magari, mi dice che un presidente degli Stati Uniti che incita all'odio e invita i suoi supporters a scatenare la violenza è "un irresponsabile".

Quel qualcuno forse non vuole guardare al fatto che il ragazzo andrà quasi certamente in prigione mentre il presidente degli Stati Uniti potrà promuovere una legge per dare l'ergastolo a quel ragazzo.

***

Come probabilmente hanno fatto in tanti, nei giorni seguenti all'assassinio di George Floyd ho letto, guardato, cercato.

Fra le cose che ho visto c'è XIII emendamento, un documentario uscito su Netflix nel 2016 ma disponibile anche su Youtube.

Spiega molto bene che il sistema usato per tenere sotto gli afroamericani dopo l'abolizione della schiavitù è stato proprio la loro criminalizzazione.

Ho visto anche questo video di Alexandria Ocasio-Cortez che spiega altrettanto bene che "i saccheggi" e le altre forme di violenza di questi ultimi giorni NON sono il problema.

I violenti sono tipicamente una parte molto modesta della massa di chi contesta.

Generalmente i motivi per cui compiono atti violenti hanno origini molto diverse fra loro. 

C'è chi sfoga la rabbia, c'è chi si infiltra, c'è chi reagisce a una provocazione e molto altro.

Qualsiasi movimento di protesta vero, ad esclusione di rarissimi casi, porta con sé una certa carica di violenza ed è certamente sensato chiedersi come si possa fare per fermarla (io ad esempio sono un nonviolento e ho alcune idee in proposito).

Ma è altrettanto certamente molto più sensato non indicare la violenza nelle strade come IL PROBLEMA da risolvere.

Più intelligente, forse, è provare a stare dalla parte di chi ha ragione, esprimendo la propria posizione con forza.

Negli Stati Uniti in questi giorni il criminale è Donald Trump e, con lui, è criminale un sistema che di fatto schiaccia e massacra da centinaia di anni la minoranza afroamericana.

Il problema da risolvere è questo.

Chiunque si metta a ciurlare nel manico attorno a "manifestanti che passano dalla parte del torto" è dalla parte sbagliata della storia.

 

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