Il gruppo nasce nel 1986 e vede fra i suoi membri più importanti l’artista Huang Yongping2 (1953). Due sono i riferimenti nel nome di questo gruppo, il primo riguardo alla citta’ di Xiamen nel Fujian, citta’ natale di Huang, nonché fondatore del gruppo e il secondo esplicitamente riferito al movimento dadaista novecentesco.
Questo gruppo sfrutta i concetti di spontaneità, dubbio, illogicità e radicalismo già usati dal loro precursore Marchel Duchamp (1887-1968) come metodi per decostruire l’opera negandole qualsiasi valore e svuotarla di significato. Già Duchamp impiegava ad esempio oggetti di scarto di uso comune come materiale artistico che prenderanno successivamente il nome di “Ready made”, l’importanza e il valore dell’opera, qualora vi fosse, sarebbe solo insito nel processo che incidentalmente crea l’opera stessa e non nel risultato finale.3 Nel 1986 in occasione della loro prima mostra tenutasi nella città di Hangzhou, le loro opere verranno bruciate in pubblico come estrema dimostrazione di opere che hanno finito di adempiere la loro funzione, questa fu solo una delle tante azioni di effetto per scuotere la società e l’ambiente culturale attorno a loro.
A differenza dell’artista francese, il gruppo Xiamen Dada pur riproponendo una sorta di “svuotamento di significato”, integra questa visione dell’arte con idee e precetti del Buddismo Chan4 e del Daoismo, rendendo questo movimento prettamente cinese.
Le opere di Huang Yongping, dalla metà degli anni ottanta in poi sembrano concentrarsi sull’impersonalità dell’opera come mezzo per testimoniare che il solo valore artistico risiede nel processo di casualità da cui esse vengono generate5. Interessante a questo proposito è la serie conosciuta come “Serie della Roulette”, in cui quattro opere vengono composte secondo istruzioni del tutto casuali, come il lancio di dadi o un giro alla roulette, creano infine dei lavori il cui risultato è il frutto di più eventi casuali. Lo stesso Huang definisce la sua procedura come “non espressiva” in quando non possiede alcun legame con l’autore ma solo con numeri e casualità.
“Using this random method to select pigments and composition, and to determine the final look of a work of art allowed me to deal exclusively with numbers, which are non-visual and non-aesthetic, and thus enabled me to get away from personal preferences for certain colors and composition to regard all pigments as being one and the same, regardless of the different colors, warm or cold, oil or water-based, and to consider all composition as good, that is, to make no distinction between good and bad composition. Both color and composition thus lost their meaning.”6