Questo vivace contesto politico ed intellettuale dovuto al processo di apertura economica e politica subisce una leggera battuta d’arresto intorno agli anni Ottanta. Fra il 1983 e il 1984 la compagna contro l’inquinamento spirituale lanciata dal Partito Comunista aveva come obiettivo principale attaccare ed eliminare gli atteggiamenti definiti “borghesi”. Nel mondo artistico, le discussioni su temi quali astrazione e formalismo ad esempio, vennero messe a tacere ed alcune esposizione di arte contemporanea chiuse. Ne è un esempio la basannian jieduan: huihua shiyan zhanlan (八三年阶段:绘画实验展览,esposizione di pittura sperimentale: periodo 1983) tenutasi a Shanghai nel 1983 che venne chiusa e aspramente criticata.1
Se da un lato questa campagna tentò di ostacolare o quantomeno rallentare lo sviluppo dell’arte contemporanea in Cina, al contrario ne accrebbe l’interesse sia da parte di giovani artisti sia da parte di un pubblico sempre più curioso ed aperto alla novità.
A favorire la circolazione di nuove idee e nuovi concetti senza dubbio ebbero un ruolo fondamentale i periodici che divennero in breve tempo veri e proprio punti di riferimento per simposi e discussioni.
I simposi potevano essere eventi ufficiali in quanto organizzati dallo stesso ministero della cultura o talvolta organizzati dalle Accademie d’arte o dalle associazioni di artisti. Fra i simposi più influenti ricordiamo quello che si tenne dal 22 al 24 novembre 1985 nella cittadina di Tunxi, nella provincia dell’Anhui, il cui obiettivo era quello di proporre un rinnovamento e un riorientamento delle avanguardie ed in secondo luogo preparare l’esibizione China/Avant Garde che verrà organizzata solo nel 1989 a Pechino.
Dal punto di vista delle pubblicazioni che si andarono sempre più diffondendo in quegli anni, ricordiamo qui tre fra le più influenti riviste d’arte dell’epoca: Il Meishu sichao (美术思潮,Tendenze di pensiero), il Zhongguo meishu bao (中国美术报,Quotidiano di arte in Cina) e Jiangsu huakan (江苏画刊,Illustrato del Jiangsu)2. Gli editori di queste riviste appartenevano alla generazione di coloro che si proponevano di diffondere e promuovere la diffusione dell’arte contemporanea e sperimentale in Cina, spesso organizzando loro stessi esposizioni e conferenze nelle varie città e provincie del paese, favorendo contatti e legami fra artisti ed accademie sovente distanti non solo sul piano teoretico ma anche all’interno del Paese.
1 Wang, Peggy, and Wu Hung. Contemporary Chinese Art: Primary Documents. New York: Durham, N.C: Duke Univ Pr, 2010.p.35