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Nella giornata del 3 dicembre 2023, dopo quasi 20 mesi, Bitcoin riconquista quota $40000. Era Aprile 2022 quando, dopo un'intensa bull-run, $BTC scendeva sotto tale supporto per poi non superarlo più. Da allora si sono susseguiti quasi due anni di bear-market con le conseguenze che ben conosciamo. Durante l'ultimo week-end, però, Bitcoin ha trovato la forza per avvicinarsi all'ultima resistenza e l'ha quindi sfondata, trascinando con sé tutto l'ecosistema crypto. C'è poco da fare, Bitcoin non è certo un asset che lascia spazio per rilassarsi e per questo iniziamo ora l'analisi che ci porta a scoprire cos'è successo e cosa ci riserva il prossimo futuro.
La forza che sta spingendo Bitcoin non è da imputarsi solo alle ultime notizie sul piano internazionale come, ad esempio, l'imminente approvazione dell'ETF spot negli USA. Va considerato infatti un insieme di fattori che assieme concorrono a rendere BTC un asset che solo nell'ultimo anno ha performato più di molti altri, tornando di fatto tra i primi 10 assets più capitalizzati al mondo.
1. DIFFICULTY: la difficoltà di mining nell'ultimo anno non ha visto aggiustamenti negativi significativi. La potenza di calcolo, infatti, ha subito un trend crescente in controtendenza rispetto alla storicità dell'aumento di prezzo. Inoltre, il 1° dicembre è stato segnato un nuovo all-time-high annuale di questo dato. Negli ultimi mesi, infine, si vede come ogni Adjustment della difficulty sia rivolto verso l'alto, cosa che indica un maggior contributo dei miners alla rete.

2. DOMINANCE: la Bitcoin Dominance, con l'ultima leg-up è passata al di sopra del 50%. Questo dato significa che di fatto Bitcoin da solo copre più della metà dei capitali del mondo crypto. Solitamente, quanto BTC acquisisce campo nella Dominance le altcoins soffrono e non performano bene. Il trend comunque è in crescita da inizio 2023 e, volendo fare un commento più tecnico, si nota come anche in questo grafico da Tradingview la EMA50 e la EMA200 si stiano incrociando per formare un Golden Cross.

3. MARKET CAP: Anche nel grafico della marketcap totale Bitcoin sta performando bene, andando a puntare dritto a 1T. Al momento sta cercando di sfondare una resistenza tra 900B e 1T, dove aveva già esitato in passato. Non si possono fare molte previsioni a riguardo poichè a ridosso di tali soglie gli esiti sono spesso incerti. Le premesse per confidare in un'ulteriore spinta rialzista, però, ci sono tutte. L'interesse mediatico sta infatti aumentando e con esso arrivano anche nuovi capitali in ingresso.

4. ANALISI TECNICA: dal punto di vista tecnico, BTC/USD si sta muovendo come se si stesse arrampicando su una scala a pioli e non esita a tornare indietro. Non ha nemmeno fatto in tempo a conquistare i 40000 dollari che subito punta ai 45k. Se questo da un lato può sembrare bullish, non dobbiamo mai dimenticarci quanto è pericolosa l'iper-estensione dei grafici. Una volta sfondata una resistenza, infatti, prima di passare alla successiva bisognerebbe ritestarla e farla così diventare un supporto per il prezzo in futuro. Per ora, Bitcoin ha superato con forza le resistenze a $35/36k e a $40k, puntando di fatto all'area soprastante. Le medie mobili esponenziali stanno salendo e stanno iniziando a distanziarsi dal prezzo. Anche l'RSI è entrato nell'area di iper-comprato, decantando la volontà di acquistare da parte degli investitori. Tutti questi dati confermano che il trend rialzista non sta accennando a fare soste, ricordando vagamente il sentiment di mercato che si respirava dopo lo scorso halving.

5. FOMO: letteralmente "fear of missing out", una paura sentita soprattutto da chi si affaccia al mercato crypto in questo momento caratterizzato dal prezzo in salita. Questo sentiment porta l'investitore poco esperto ad investire senza una strategia e spesso vengono fatti acquisti in preda al timore di non riuscire a cogliere l'occasione. La Fomo alimenta il prezzo di un asset in modo sensibile quando questo è "di tendenza", ma arreca danni irreparabili quando l'investitore perde il controllo.
6. CARENZA: Bitcoin è un asset scarso e la sua carenza a livello degli exchanges centralizzati sta impattando sul prezzo. Ho analizzato un bull-case-scenario in questo articolo. Riassumendo, sempre più investitori stanno dimostrando l'intenzione di spostare i propri risparmi su wallets privati e non detenere più fondi sui CEx. Questo fa sì che le riserve degli exchanges siano in calo repentino e lineare da qualche anno ormai, andando a configurare una possibilità sempre più concreta: un supply-squeeze. A complicare il quadro, le entità che stanno giocando un ruolo sempre più importante nell'accumulo di BTC, e quindi nella sottrazione delle monete dall'equazione del prezzo, sono le istituzioni. Le grandi aziende e le compagnie pubbliche, infatti, hanno iniziato ad acquistarne ingenti quantità, divenendo di fatto delle whale con capacità immense.

Conclusioni
Due anni di bear market e tutti i problemi che sono emersi durante questo periodo hanno certamente contribuito a modificare il mercato e a renderlo più consapevole. I cicli però raramente si ripetono in modo identico: in quello appena iniziato, infatti, giocano dei nuovi players istituzionali. Queste entità dispongono di capitali molto più grandi rispetto all'utente retail che vuole solamente risparmiare. Vedremo quindi se l'ingresso di liquidità nel settore saprà modificare il prezzo di Bitcoin come asset e che influenza avrà nel mercato crypto in generale. Quelo che è certo, tuttavia, è chedopo l'halving di aprile 2024 si apriranno scenari interessanti e sicuramente da tenere d'occhio. Bitcoin sarà più maturo e (speriamo) pronto per rispondere alla pressione esercitata dai nuovi ingressi.
Read also: How to Live on Crypto: Bitrefill
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