black overcoat in a shadow

Il bibliotecario francese: cap. XXXVI


Dopo avere ottenuto la confessione di Trent e quest'ultimo aver lasciato il suo studio, Augustus Lafayette, come d'abitudine ultimamente ogni sera allo stesso orario, si era posto a guardare fuori dalla grande finestra del secondo piano della biblioteca, che dava giusto sul cortile della locanda. Da quando i due ragazzi che aveva deciso di aiutare alloggiavano in quel posto non troppo sicuro, si sentiva in dovere di tenere d'occhio la situazione il più possibile. E quando a un certo punto aveva visto il locandiere fare capolino dalla cucina al cortile e dal cortile correre concitatamente verso la scala esterna che lo avrebbe portato alla sua abitazione, s'era inquietato. Quella scena non gli era piaciuta proprio per niente: non era affatto normale che il locandiere abbandonasse la reception giusto nelle ore serali, quando la sua attività era frequentata da gente poco raccomandabile. E per darsela a gambe levate,  qualcosa non quadrava. Allora s'era infilato uno strano e ampio soprabito di lino nero, che neppure Oscar sapeva bene a cosa mai gli servisse, ogni volta che glielo vedeva indossare. Aveva preso un bastone d'appoggio perennemente confinato in un angolo del suo studio, di quelli che spesso servono di ausilio agli anziani per camminare, era sceso di sotto e poi uscito dalla biblioteca in assoluto silenzio. Oscar aveva scosso la testa nel vederlo andarsene senza proferire neppure una parola. Cosa mai poteva nascondere il suo superiore sotto quello strano soprabito? Con quel caldo afoso, che ad Habanita era norma e regola, nessuno aveva bisogno di indossare soprabiti, per giunta neri. L'abbigliamento nero, si sa, serve spesso per stare più caldi. Ma poi Oscar aveva riflettuto sull'opportunità di distogliere la mente da ogni barlume di curiosità. Gli pareva che il suo capo fosse circondato da un alone di mistero, ma l'anziano gli aveva procacciato un posto di lavoro fisso e adeguatamente pagato, il che ad Habanita significava una rarità. Grazie al signor Lafayette non era costretto, come la maggior parte degli abitanti di tale città, a contare sulle canne da pesca per mangiare. E non certo perché il pescare fosse disonorevole, ma in quei mari e a quel tempo, l'esito delle battute di pesca era sempre incerto. Oscar sapeva che non avrebbe mai dovuto porre domande indiscrete e ancor meno aprire la bocca con nessuno riguardo a qualunque movimento del suo superiore. Era stato scelto per quell'incarico di guardiano della biblioteca proprio per la sua attitudine alla discrezione e tali dovevano restare le cose fin quando avesse voluto conservare il posto di lavoro, cioè per sempre.

 

Ps: Pixabay 100% free image edited by me to fit this chapter

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PousinhaDosPous
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languages and music teacher, scholar psychologist, translator and writer


XXVIsecolosigloXXVI+XXXsecolosigloXXX
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Questo titolo è dovuto al fatto che i miei e-book sono quasi interamente ambientati in un futuro indefinito dove gli scacchi e la distopia la faranno da padroni/Este título se debe a que casi todos mis e-books transcurren durante un indefinido porvenir, donde los dueños serán los ajedrez y la distopía.

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