aspirin box

Il bibliotecario francese: cap. XXXIV parte terza


Trent non poteva chiedere di meglio, ma esitò ancora un attimo.
-Proposta perfetta, ma come faccio a sapere se posso fidarmi di lei?
-Non puoi- rispose tranquillamente il bibliotecario. -Ma nelle tue condizioni non hai altra scelta se non quella di fidarti di me. Dove troverai in questo paese un altro esperto del nobilgiuoco che ti insegni a battere un Grande Maestro Internazionale in nemmeno due settimane?
-E se non lo facessi?- chiese il giovane, ma non perché dubitasse che Augustus Lafayette lo avesse in pugno o perché volesse rifiutarsi di confessare, ma per curiosità pura e semplice: voleva solo sapere cosa quell'uomo dall'evidente perspicacia non comune avrebbe fatto...ma già s'immaginava la risposta.
-Beh, caro mio, facile a dirsi e farsi. Alberta Moreira resterà in carcere e forse morirà, ma tu non vincerai mai il tuo torneo. Anche perché ti toglierei la seppur minima possibilità che hai con il professore. Hai visto di cosa sono capace a scacchi.
Soltanto a scacchi? Venne da pensare a Trent.
-Andrò da Podger e insegnerò a lui come batterti nel giro di pochi minuti, anziché in quindici, venti, come adesso fa. Conosco a memoria i punti deboli di entrambi, sia sulla scacchiera che al di là del nobilgiuoco. Oltre al fatto di non portarti via il premio e veder naufragare i tuoi sogni, perchè ovviamente la tua ragazza ti pianterà in asso, ti guadagnerai una cocente umiliazione in un torneo internazionale. E allora? Il gioco vale la candela per te?
-Podger è un tipo orgoglioso e lei l'ha battuto tre volte. Dubito che accetterà di avere nuovamente a che fare con lei- rispose Trent, ma con poca o nessuna convinzione.
Il solito sorriso beffardo riapparve sul viso del bibliotecario.
-So perfettamente che il tuo direttore sanitario mi detesta per averlo umiliato a tavolino e a quest'ora vorrebbe perfino vedermi morto. Ma io sono un uomo influente, come avrai ben compreso. E anche un'eminenza come Podger, se muovo i pedoni giusti, deve cedere alle mie richieste. E poi, credi forse che resisterà alla tentazione di poterti battere nel giro di pochi minuti? Il suo successo nel torneo sarebbe ancora più plateale e lui lo sa bene.
-Perfetto, d'accordo, confesserò, ma le faccio una controproposta: cosa ne dice se lasciamo fuori Malinka da questa storia e io mi faccio carico di tutti i fatti commessi? Dopotutto l'idea di venire qui è stata mia. Se non fossimo venuti per mia iniziativa, anche se non potevo immaginare minimamente che...non avevo idea dei titoli falsi...niente di tutto questo sarebbe accaduto. Dirò che sono stato io a somministrare l'aspirina al paziente.
-Accipicchia ragazzo, sei proprio messo male! Vedi, mio caro, io potrei benissimo accettare la tua cavalleresca proposta di salvataggio della gentile donzella, che comunque non è venuta a La Floresta urlando e scalciando. A me non cambia la vita. Ma ce lo vedi il pubblico ministero che si beve la fandonia? Un brillante medico internista americano che commette il più banale degli errori. Anche se non si tratta di un esponente della blasonata giustizia statunitense, non sarà certo uno sciocco come gli agenti della pietosa polizia civile di Habanita.
-E se dicessi che l'ho ucciso di proposito?
-E con quale movente l'avresti mai fatto?
-Una discussione accesa nel mio studio, durante la prima visita di controllo, in cui il paziente avrebbe sminuito le mie capacità mediche. Mi avrebbe profondamente offeso. Una discussione a porta chiusa. Nello studio eravamo solo io e lui, nessun infermiere di supporto. Essendo un figlio di papà viziato e rancoroso, ero deciso a fargliela pagare, facendo poi ricadere la colpa su infermieri innocenti per uscirne come un filo di spaghetto.
-Un'offesa gigantesca perpetratasi nel tuo studio, quando nessuno poté vedere o sentire nulla. Sei intelligente, ragazzo. Bugiardo, ma intelligente. Funzionerà, anche se personalmente non approvo affatto questo sotterfugio. Quell'oca giuliva della tua ragazza non verrebbe comunque pregiudicata dalla verità, una volta a salvo nell'Isola Felice. In ogni caso, il tenente Francisco Rios era un ufficiale corrotto e prevaricatore, come la maggior parte dei suoi colleghi e soprattutto dei suoi sottoposti. Di quelli che mordono la mano di chi gliela stende per offrirgli aiuto. Potrebbe averlo fatto anche con un camice bianco quotato. Aveva commesso parecchi soprusi, dei quali il pubblico ministero non può non essere a conoscenza e dunque si berrà la fandonia. Ma ancora, dimmi: perché un viziato e rancoroso figlio di papà si sarebbe disposto poi a confessare? Il pubblico ministero non è scemo, lo vorrà sapere, per crederci fino in fondo...
-Per uno stato d'animo che al momento dei fatti commessi non avevo messo in conto. Sarei stato poi sopraffatto dal rimorso per avere danneggiato persone innocenti. Allora?
-Affare fatto.
-Signor Lafayette...
-Che altro c'è?
-Ecco, vede...
-Entro stasera, ragazzo. Non ho tempo da buttare, le mie ore sono preziose.
-Inoltre...per poter essere sicuri senza ombra di dubbio di convincere il pubblico ministero, dirò anche che...
-Si? Sto aspettando, ragazzo. E sto anche per esaurire la mia poca pazienza.
-...Che nel frattempo mi ero reso conto di essermi innamorato di Adriana e dunque per me non era sufficiente che un terzo si autoaccusasse per scagionare lei e il fratello. Dovevo farlo io di persona. E se poi sono fuggito con la mia ragazza, anche se non l'amavo più, è stato unicamente per scampare alla prigione.
-Perfetto, geniale.
-Sa una cosa? Avevo comunque deciso che una volta arrivato a Estrella del Sur avrei scritto alle autorità locali di La Floresta, confessando di essere l'autore dell'omicidio, perché una volta lontano e fuori giurisdizione non avrebbero potuto fare nulla contro di me e quindi sarei stato in grado di sposare Malinka, ma avrebbero scarcerato Alberta Moreira. E al Centro Arcoiris avrei spedito la stessa confessione affinchè qualsiasi ombra sulla reputazione di Adriana e Nico venisse cancellata. Signor Lafayette, i miei sensi di colpa non sono una montatura.
-Uhm...- Augustus Lafayette divenne pensoso.
L'espressione del bibliotecario tornò fredda, distaccata e impenetrabile, ma la sua mente brillante stava captando qualcosa che allo stesso Trent sfuggiva e cioè che il suo inconscio cominciava a suggerirgli che era Adriana la donna giusta da amare e da sposare, non Malinka. E forse con il passare del tempo avrebbe anche potuto rendersene conto consciamente. Ma sarebbe stato fin troppo tardi. O forse no.



Ps: Pixabay 100% free image modified by me to fit this chapter

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PousinhaDosPous
PousinhaDosPous

languages teacher, translator and writer


XXVIsecolosigloXXVI
XXVIsecolosigloXXVI

Questo titolo è dovuto al fatto che i miei e-book sono quasi interamente ambientati in un futuro indefinito dove gli scacchi la faranno da padroni/Este título se debe a que casi todos mis e-books transcurren durante un indefinido porvenir, donde los dueños serán los ajedrez.

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