Ora Trent veniva tutte le mattine a visitare Nico, prima di intrattenersi con il bibliotecario nel suo studio. Il primo mattino che vi avevano trascorso, Augustus Lafayette, passando accanto ad Adriana mentre Nico dormiva, le aveva bisbigliato, per non svegliare il malato e non farsi udire dal medico: -Mi creda, con il tempo lo dimenticherà. Mi dia retta. Ancora per poco e non lo vedrà più.
Lafayette, almeno nella misura in cui riusciva a dimostrarlo, si stava rivelando sorprendentemente affettuoso, anche se oramai i due ragazzi portoghesi avevano ricevuto fin troppe prove della sua benevolenza nei loro confronti. Gli aveva garantito un tetto sulla testa, pane a tavola e anche denaro affinchè non mancassero del necessario. E da quando Nico si era ammalato, aveva dispensato Adriana dal pulire la biblioteca, per permetterle di stare vicino al fratello senz'altri pesi a sovraccaricarla. I letti sui quali ora dormivano nel piano superiore, peraltro molto comodi, come Augustus Lafayette aveva affermato, erano ricavati dalle ampie poltrone poste tra gli scaffali del secondo piano. Il bibliotecario e il guardiano ne avevano portate due al piano di sotto, per se stessi. Anch'essi si fermavano a dormire in biblioteca, dicevano, per non lasciare l'infermiera e il malato soli di notte. Nessuno sapeva che Augustus Lafayette di fatto ci abitava, nella biblioteca, e anche Oscar oramai aveva preso l'abitudine di dormirci spesso. L'edificio era attrezzato per trasformarsi in casa abitabile ogniqualvolta ce ne fosse stato bisogno, il che peraltro era ordinaria amministrazione per il suo titolare. E ad Habanita l'arte di arrangiarsi non era mai troppa.
Quando Nico era sveglio, cioè nei momenti in cui la febbre gli dava tregua, e si accorgeva della presenza di Trent, lo guardava con stupore misto a diffidenza. Pur nebulosamente, ricordava che alla locanda aveva preso le difese sue e di sua sorella da un'aggressione, quindi gli era riconoscente. Ma temeva che Adriana potesse ancora soffrire a causa sua. Da parte sua, Trent sembrava sinceramente preoccupato anche per la ragazza, oltre che per Nico. Tutte le volte si offriva di portarle qualunque cosa le servisse, insistendo poi per visitarla per assicurarsi che stesse bene di salute. A volte insisteva tanto che Adriana finiva per cedere. Poi le lasciava farmaci che avrebbero potuto esserle utili. Alla fine entrava puntualmente nello studio del signor Lafayette e fratello e sorella capivano che l'anziano stava ottenendo risultati a beneficio di Alberta, anche se non riusciva loro di immaginare cosa stesse accadendo laddentro. Forse che Trent fosse davvero in preda al rimorso e si fosse pentito sinceramente del suo comportamento, confessando ogni particolare al bibliotecario? Era per tal motivo che ora si prodigava tanto per loro?
Quanto ad Alberta, chissà come stava. I ragazzi erano tristi per lei e non erano proprio riusciti a vederla. Sembrava che, per un motivo o l'altro, Héctor non avesse mai maniera di portarli a visitarla. Ovviamente Adriana e Nico ignoravano la promessa del bibliotecario alla loro tata, di non lasciarli avvicinare alla prigione dov'era rinchiusa. Oltre, ovviamente, all'altra importantissima di non rivelargli mai che era lei la loro vera madre. E il signor Lafayette era un uomo di parola: avrebbe dunque mantenuto il segreto a tutti i costi.
Il bibliotecario francese: cap. XL parte seconda
By PousinhaDosPous | XXVIsecolosigloXXVI+XXXsecolosigloXXX | 23 Jun 2021
How do you rate this article?
3
languages and music teacher, scholar psychologist, translator and writer
Questo titolo è dovuto al fatto che i miei e-book sono quasi interamente ambientati in un futuro indefinito dove gli scacchi e la distopia la faranno da padroni/Este título se debe a que casi todos mis e-books transcurren durante un indefinido porvenir, donde los dueños serán los ajedrez y la distopía.
Send a $0.01 microtip in crypto to the author, and earn yourself as you read!
% to author / 80% to me.We pay the tips from our rewards pool.