
ABSTRACT
Nel seguente articolo si tratterà dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA),concentrandoci sulla triade Dislessia, Discalculia e Disgrafia. Il tutto viene affrontato dal punto di vista cognitivo e neurologico, aggiungendo testimonianze di diretti interessati e con cenni alla didattica a distanza. Analizzeremo anche i criteri diagnostici e gli elementi necessari per attuare una corretta diagnosi differenziale,in quanto elementi fondamentali per definire un intervento altamente personalizzato ed efficace per il paziente. La legge 170/2010 riconosce tutte e quattro le forme di DSA(Dislessia, Disgrafia, Disortografia e Discalculia), riducendo anche la tendenza a definire i soggetti con tali problematiche solo come “svogliati” o “poco interessati/capaci/inclini allo studio”. A tal proposito il PDP (Piano Didattico Personalizzato) è diventato nelle scuole uno strumento imprescindibile per aiutare gli alunni con difficoltàà. Esso consente di accordare scuola e famiglia sulle modalità ed obiettivi ,lavorando all’unisono per rendere le strategie più funzionali possibili. Infine,verranno riportate le testimonianze di un alunno DSA e di una Docente riguardo la Didattica a Distanza.
1. DEFINIZIONE
IDSA (Disturbi Specifici Dell’Apprendimento)coinvolgono le abilità di lettura(Dislessia),scrittura(Disgrafia e Disortografia) e calcolo(Discalculia).Essi presentano una natura natura biologica, data dall’insieme di fattori genetici,epigenetici ed ambientali. Sono maggiormente colpiti i maschi rispetto alle femmine. In generale, si riscontra una prevalenza tra il 5-15% per soggetti in età scolare. L’esordio,il riconoscimento e la diagnosi avvengono durante gli anni della scuola elementare ma è possibile riscontrare alcuni sintomi precursori:
-ritardi o deficit del linguaggio,
-difficoltà con le rime o il conteggio,
-difficoltà con le abilità motorie fini.
Le manifestazioni comportamentali associate possono essere riluttanza nell’impegnarsi ad imparare abilità scolastiche richieste, comportamento oppositivo, disturbi d’ansia, attacchi di panico, lamentele fisiche.
Fattori di rischio possono essere:
-Fattori ambientali (nascita prematura,peso molto basso alla nascita, esposizione prenatale alla nicotina),
-Fattori genetici e fisiologici(avere parenti di primo grado con le stesse difficoltà.
In quest’ottica, risulta fondamentale anche considerare che alcuni elementi possono essere predittivi dei DSA. Fra questi vi sono: comportamento disattento in età prescolare,ritardi o disturbi dell’eloquio o del linguaggio, elaborazione cognitiva compromessa(ad esempio consapevolezza fonologica,memoria di lavoro).
2.CRITERI DEL DSM-5
I criteri presentati dal DSM-5 sono i seguenti:
- Difficoltà di apprendimento e nell’uso di abilità scolastiche,come indicato dalla presenza di almeno uno dei seguenti sintomi che sono persistiti per almeno 6 mesi,nonostante la messa a disposizione di interventi mirati su tali difficoltà:
1.Lettura delle parole imprecisa o lenta e faticosa.
2.Difficoltà nella comprensione di ciò che viene letto.
3.Difficoltà nello spelling.
4.Difficoltà con l’espressione scritta.
5.Difficoltà nel padroneggiare il concetto di numero,i dati numerici o il calcolo.
6.Difficoltà nel ragionamento matematico.
- Le abilità scolastiche colpite sono notevolemente e quantificabilmente al di sotto di quelle attese per l’età cronologica dell’individuo,e causano significativa interferenza con il rendimento scolastico o lavorativo,o con le attività della vita quotidiana,come confermato da misurazioni standardizzate somministrate individualmente dei risultati raggiunti e da valutazioni cliniche complete. Per gli individui di 17 anni e oltre di età,un’anamnesi documentata delle difficoltà di apprendimento invalidanti può sostituire l’inquadramento clinico standardizzato.
- Le difficoltà di apprendimento iniziano durante gli anni scolastici ma possono non manifestarsi pienamente fino a che la richiesta rispetto a queste capacità scolastiche colpite supera le limitate capacità dell’individuo (per es, come nelle prove a tempo,nella lettura o scrittura di documenti complessi e lunghi in breve tempo,con carichi scolastici eccessivamente pesanti).
- Le difficoltà di apprendimento non sono meglio giustificate da disabilità intellettive,acuità visiva o uditiva alterata,altri disturbi mentali o neurologici,avversità psicosociali,mancata conoscenza della lingua dell’istruzione scolastica o istruzione scolastica inadeguata.
3.DIAGNOSI DIFFERENZIALE
Si può porre diagnosi di DSA escludendo alcune condizioni:
-Normali variazioni dei risultati scolastici, dovute a fattori esterni,
-Disabilità Intellettiva,
-Difficoltà di apprendimento dovute a disturbi neurologici o sensoriali,
-Disturbi neuro cognitivi,
-Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività,
-Disturbi Psicotici.
4.COMORBIDITA’
Spesso,in comorbidità con i DSA possiamo riscontrare: ADHD,Disturbi della Comunicazione,Disturbi dello Spettro Autistico,Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione,Disturbi D’Ansia,Disturbo Depressivo o Bipolare.
5. I DSA NELLO SPECIFICO
5.1 Dislessia
Disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere,in particolare nella decifrazione dei segni linguistici,ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura.
Le aree cerebrali coinvolte nella lettura sono diverse: la regione occipitotemporale(la quale riconosce le parole) ed alcune aree dell’emisfero sinistro deputate al linguaggio. Da questo già si comprende che l’abilità di lettura richiede l’attivazione di un sistema complesso,dove varie parti necessitano di un’interazione funzionante per l’acquisizione corretta dell’abilità.
Infatti, si fa riferimento al modello cognitivo a due vie della lettura(Coltheart,Rastle,Perry,Langdon&Ziegler,2001),secondo il quale la lettura può avvenire attraverso due procedure:
–Fonologica(o indiretta/non lessicale),grazie alla quale riusciamo a leggere le parole grazie alla conversione di un segno grafemico in segno fonemico. Tale via ci consente di riconoscere parole nuove regolari e non-parole.
–Lessicale(visiva/ diretta) che ci consente di riconoscere la parola nella sua forma intera,attivando la corrispondente entrata lessicale prima nel lessico ortografico e poi nel lessico fonologico. Tale procedura ci consente di leggere le parole irregolari.
Infine, come componente separata ritroviamo la via lessicale semantica:la pronuncia di una parola viene recuperata dal lessico mentale dopo che è stato recuperato il significato.
A seconda di dove si ritrovi con la disfunzione,è possibile riscontrare due diverse forme di dislessia:
- Superficiale: difficoltà a leggere parole non regolari,ma preservata la lettura di parole regolari e pseudo parole. Il soggetto fa uso prediletto della via fonologica, quindi vi è un disturbo selettivo della via lessicale di lettura.
Nello specifico: la lettura è lenta e faticosa,vi è difficoltà di discriminazione tra parole omofone non omografe (es. where e were ; l’ago – lago; anno – hanno; c’era -cera), presenti frequenti errori nella lettura di parole polisillabiche e nelle parole con accento sdrucciolo (es. òrfano – lìmite),errori osservati nella lettura a voce alta (sostituzione, aggiunta o eliminazione di lettere); discreta capacità di lettura di lettere isolate, parole regolari e non-parole (il soggetto legge allo stesso modo parole e pseudoparole e non è facilitato nella lettura di parole note.
- Fonologica: difficoltà a leggere le non-parole,preservata capacità di leggere le parole di uso quotidiano. Vi è un disturbo selettivo della via non-lessicale di lettura.
Nello specifico: incontrano difficoltà con le parole a bassa frequenza d’uso o non conosciute, le non-parole (stringhe di lettere senza senso),tendono ad essere più rapidi ma scorretti. Leggono in maniera adeguata le parole note.
5.2 Discalculia
Il DSM-5 (American Psychiatric Association, 2013) quando tratta della Discalculia fa riferimento a una serie di compromissioni dell’abilità numerica, che vanno dall’apprendimento del concetto di numero, alla memorizzazione di fatti aritmetici, al calcolo accurato o fluente, fino al ragionamento matematico corretto, con un’interferenza significativa sia con l’apprendimento scolastico che con le normali attività della vita quotidiana. Il ragionamento matematico è un processo complesso che richiedere l’attivazione di diverse funzioni cognitive (memoria,attenzione,concentrazione,comprensione semantica,abilità visuo-spaziali).
Geary(1993) distingue tre tipologie di Discalculia,in base alle diverse difficoltà presentate:
- Disfunzioni o danni alle regioni parietotemporali dell’emisfero sinistro o delle strutture subcorticali comporta difficoltà semantiche, dunque deficit nel recupero dei fatti aritmetici e nella memorizzazione delle tabelline.
- Danni in aree dell’emisfero sinistro comportano difficoltà procedurali,cioè ad esempio prestito e riporto ed acquisizione dei concetti aritmetici.
- Se la disfunzione interessa aree posteriori dell’emisfero destro,invece,si riscontrano difficoltà visuo-spaziali,le quali condizionano l’intepretazione dell’informazione numerica e contribuiscono agli errori procedurali.
5.3 Disgrafia
Per Disgrafia s’intende disturbo specifico della scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica. Il disturbo è specifico della componente esecutiva grafo-motoria della scrittura, quindi il soggetto disgrafico presenterà lentezza,scarsa fluidità e lettere spezzate,incomplete o irriconoscibili,uso inadeguato dello spazio dei fogli, passaggio immotivato dal corsivo al maiuscolo,difficoltà visuo-motorie e/o visuo-spaziali. Ciò renderà la scrittura disordinata,poco chiara e difficilmente comprensibile. Diversi studi dimostrano che,durante la scrittura,le aree coinvolte sono: la regione parietale superiore,la corteccia premotoria dorso laterale e mediale, il talamo (dell’emisfero dominante).
6. PDP (PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO)
Èun piano che deve essere redatto entro il primo trimestre scolastico e deve contenere varie informazioni: dati anagrafici del soggetto con DSA, descrizione delle abilità di lettura,scrittura e calcolo,quali strumenti e misure compensativi si prevedono e sono necessari per l’alunno/a in questione,il patto con la famiglia e le forme di valutazione e verifica individualizzate. Il Piano è personalizzato in quanto viene cucito sulle esigenze della persona specifica, individuando le strategie più efficaci e meno dispendiose in termini di energia e di tempo. Ciò serve a creare un piano specifico da seguire per migliorare le abilità di apprendimento, aiutando anche l’insegnante a gestire al meglio gli strumenti nella progettazione di classe. Quindi forte attenzione all’alunno con DSA sia come singolo, sia come parte del gruppo classe. A tal proposito,infatti, la Legge 170/2010 non prevede l’insegnante di sostegno per gli alunni con DSA, ma garantisce che la scuola provveda a stilare, per l’appunto, il PDP.
7.DIDATTICA A DISTANZA
Acausa della quarantena imposta per il Covid-19, le scuole sono state obbligate ad attivarsi con la didattica a distanza. Tale situazione ha messo a dura prova sia alunni che docenti: una situazione straordinaria e mai avvenuta prima per la scuola dell’obbligo. A tal proposito, a carattere rappresentativo,sono state raccolte due testimonianze: una di una docente e l’altra di un alunno con DSA.
Davide,12 anni:
“Per me è stato bello seguire le lezioni online perché potevo stare a casa,seduto sul divano al sicuro. Però le lezioni duravano troppo ed io mi stancavo,soprattutto quando non davano le pause. Infatti mi capitava di confondermi le ultime ore,se dovevo essere interrogato chiedevo di poter essere il primo o fra le prime ore. Spesso c’era poco tempo per capire gli argomenti. Per fortuna alcune professoresse mi mandavano le mappe concettuali in privato,così avevo più tempo per studiarle bene da solo. Allo stesso tempo mi sono divertito ad essere un alunno tecnologico perché penso non succederà mai più”.
Gloria,docente di scuola primaria:
“La didattica a distanza (DAD) ha aiutato noi docenti a continuare la relazione alunni/insegnanti anche a distanza, sí, perché la scuola non è solo didattica ma è tanto altro: socializzazione, comunicazione, relazione, confronto tra pari, condivisione.All’inizio la DAD è stata semplicemente un supporto per bambini e genitori, in una situazione di emergenza mai vista. Il lato positivo è stato non interrompere la rete scolastica di base: scuola-insegnanti-alunni-genitori.La piattaforma ha funzionato da lavagna virtuale dove ogni bambino poteva esprimersi, esternare le proprie emozioni, i propri pensieri ed interagire con compagni ed insegnanti.Dopo un primo periodo di stimoli/compiti inviati tramite post sulla piattaforma EDMODO, insieme alle mie colleghe ho programmato un planning settimanale che prevedeva 4 giorni di videolezioni alternando i docenti della classe e di conseguenza le materie scolastiche. Abbiamo creato 2 gruppi, uno al mattino e uno al pomeriggio, per andare incontro alle disponibilità di tutte le famiglie (es. fratelli che condividevano i device, genitori in smart working).La settimana era impegnativa, sia per noi che per i bambini, ma la soddisfazione dopo ogni lezione era tanta. Le videolezioni non erano mai statiche, venivano supportate da presentazioni powerpoint, affiancate dalla visione di video sull’argomento trattato, ampliate da contenuti online.La DAD ha permesso alla scuola di andare avanti: abbiamo presentato nuovi argomenti e verificato tramite quiz e/o interrogazioni i contenuti appresi e le competenze acquisite.Una delle difficoltà che più mi è pesata è stata la correzione digitale di elaborati scritti a mano dagli alunni sul quaderno (es. diari, temi..): salvare i file in PDF, modificarli, rinviarli, il tutto moltiplicato per 23 bambini, per ogni compito assegnato! Per quanto riguarda gli alunni, ho constatato che i bambini più timidi hanno fatto fatica ad abituarsi a parlare davanti ad un pc all’inizio della DAD, però poi si sono lasciati andare di più da casa rispetto che in presenza a scuola, come se la timidezza fosse diminuita. I bambini con DSA hanno avuto grandi difficoltà nello svolgimento dei compiti a casa, non essendo supportati nelle videolezioni come nelle lezioni in presenza con quell’attenzione in più che noi docenti attuiamo mentre passiamo tra i banchi.I bambini molto sicuri di sè hanno avuto paura di non essere all’altezza in una situazione di DAD perché non avevano più il controllo della lezione come in presenza.Una nota negativa della DAD è stata la connessione scarsa, che ha messo in difficoltà alunni e insegnanti”
CONCLUSIONI
Sui DSA si sa molto,ma ancora bisogna continuare a fare molta ricerca (soprattutto per quanto riguarda l’aspetto neurobiologico). Inoltre,si dovrebbe incrementare la conoscenza dei docenti riguardo gli strumenti migliori da adottare in questi casi ma anche riguardo agli aspetti cognitivi, emotivi e psicologici che si intrecciano in chi presenta Disturbi Specifici Dell’Apprendimento. Passi da giganti sono stati fatti sull’etichettamento che spesso veniva attribuito agli alunni con DSA, sia da parte dei compagni che dei docenti. La didattica diventa sempre più inclusiva ma siamo ancora lontani per avvicinarci alla perfezione.
BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA
- AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION,Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disroders, Fifth Edition, Arligton,VA,American Psychiatric Association, 2013
- D.GROSSI,L.TROIANO,Lineamenti di Neuropsicologia Clinica,Roma,Carrocci Editore,2012
- G.FILIPPELLO,Disturbi dell’apprendimento. Strategie di assessment e di intervento,Padova,Piccin Nuova Libraria,2010
- Associazione Italiana Dislessia, https://www.aiditalia.org/,D.ANGELINI
- Scientific American, https://www.scientificamerican.com/
- Research Gate, https://www.researchgate.net/, Discalculia e Dislexia: semelhança epidemiológica e diversidade de mecanismos neurocognitivos, Vitor Geraldi Haase, Ricardo José de Moura, Pedro Pinheiro-Chagas e Guilherme Wood
- Revista ELectrónica de Investigación y EValuación Educativa, https://ojs.uv.es/index.php/RELIEVE, Discalculia: manifestaciones clínicas, evaluación y diagnóstico. Perspectivas actuales de intervención educativa, Benedicto-López, Patricia & Rodríguez-Cuadrado, Sara