
La decentralizzazione nel campo della crypotart è dovuta in larga misura alle fasi sperimentali del file-sharing musicale, in particolare al P2P dei famosi Torrent, che diede libero accesso alla conoscenza. Certo parlo di un illegale pretesto che ha permesso a livello mondiale lo scambio di una mole di dati mostruosamente enorme, che difatti ci ha dimostrato la possibilità di applicare queste potenzialità in tantissimi altri contesti. Dunque oggi potremmo sostenere che in fin dei conti la pirateria informatica non è stata soltanto un grave danno alle industrie dell’intrattenimento, se nel panorama digitale odierno (a fronte soprattutto della pandemia) troviamo produzioni artistiche di rara bellezza in modalità freemium.
Oggi però nell’ambito di questa nuova frontiera crittografica a prendere piede maggiormente è stata l’arte visuale 3D, in maniera dirompente come lo è stata in passato per la musica. Tutto è dovuto ai grandi passi in avanti fatti dalla potenza di calcolo, dalle capacità performanti dei software o delle schede grafiche, per fare semplicissimi esempi, che servono a rendere l’idea dell'avvento della democratizzazione all’uso di strumenti che un tempo erano accessibili solo a grandi studi di produzione.
I marketplace che permettono di creare e vendere gli NFT non hanno soltanto dato la possibilità di rendere uniche e certificate le opere. Ma hanno anche creato nuove manie di collezionismo, spostando fette di mercato spesso inclini al possesso di oggetti fisici, ora pronti ad interessarsi anche ai contenuti digitali, che un tempo non avevano appeal oppure semplicemente non funzionali in uno scenario non educato al virtuale.
È un po’ come quello che è accaduto nel contesto delle e-mail, dove c’è stata l’istituzionalizazzione nel modello PEC, cioè la posta elettronica certificata. Questo passaggio ha introdotto uno scambio di informazioni che ha ora un valore legale, infatti è usato principalmente dalle Pubbliche Amministrazioni. Ora nel quadro degli smart contract è possibile convalidare ed attribuire a un bene digitale valore tramite la blockchain.
Dunque nel momento che un sistema diviene obbligatorio ognuno deve adeguarsi al cambiamento per poter ottenere efficienza e qualche diritto in più.

Perchè quella degli NFT è importante come innovazione?
Perché sta permettendo di far uscire gli artisti dalla logica della sola “remunerazione in termini di like, condivisioni e visualizzazioni". Per esempio un artista che espone solo su Instagram avrà certamente una vetrina importante per farsi notare, tramite il potente strumento di ricerca con hashtag dedicati alle tante correnti artistiche, ma questo si traduce anche in uno spropositato guadagno effettivo soltanto per la vetrina stessa, cioè la piattaforma che permette di fruirne gratuitamente in cambio di una grande mole di servizi e tool di marketing efficaci ma limitati come dicevo al solo “ritorno d’immagine”.
Per un NFT concesso gratuitamente, formule di airdrop o giveaway possono essere ottime trovate promozionali per la costituzione e la crescita di un propria fan base o comunità attiva su Twitter, Discord o Telegram. Anche se un’opera è concessa gratuitamente sui marketplace (come OpenSea) la certificazione, la paternità e l’autenticità rimarranno intatte anche se cambieranno nel tempo i possessori di tali opere. Questa modalità è stata diffusamente utilizzata dalle netlabel che grazie al free download musicale hanno portato in molti casi artisti all'attenzione di un discreto pubblico.
Fungibile non è un termine di uso comune. Le opere di ingegno sono spesso infungibili quando non hanno una loro individualità e non possono essere sostituiti gli uni con gli altri. I non-fungibile token stanno di conseguenza cambiando il modo in cui gli artisti moderni possono guadagnarsi da vivere. Il valore della crittografia tokenizzata si trova quindi nell'esclusività della proprietà. Sebbene gli acquirenti non possano detenere il copyright della crittografia che acquistano, ricevono la garanzia di autenticità che deriva dal possederla. Un'artista può scegliere quali percentuali di royalties impostare per future rivendite ed ovviamente il prezzo del "mint", cioè della coniatura dell'NFT (molto spesso il costo elevato di un nft può dipendere dalle commissioni in base alla rete attraverso il quale si effettuano le transazioni).
Come ultimo aspetto mi soffermerei a riflettere sul nostro modo di concepire il digitale. Un’opera creata, diffusa e posseduta digitalmente è sicuramente percepita diversamente da una materiale. Questo perché il virtuale non è ancora parte preponderante della nostra esistenza, perché almeno per quelli come me nati sul finire degli anni ’80 il virtuale è soltanto un esperimento perpetuo. Eppure, per molti versi oggi diamo più valore a quello che osserviamo digitalmente e penso che sia questo che ha determinato il crollo inesorabile della vendita di supporti fisici in campo musicale. E se il vinile è tornato ad essere il supporto migliore per i collezionisti è per via della qualità del suo possesso.
Cosa possediamo quando si fa un abbonamento su Spotify?
Per acquistare alcune cryptomonete necessarie per effettuare le transazioni per l'acquisto degli NFT vi consifglio: www.binance.com