The banality of evil

The banality of evil


Sono inorridito.
Inorridito da tanta banalità.
Perché l'Italia – sì, l'Italia stessa – è banalmente malvagia.
Banalmente, come scrisse Hannah Arendt, perché il vero male non si annuncia con ruggiti titanici, ma si consuma nei gesti quotidiani, nel cieco conformismo, nell'ipocrisia travestita da virtù.

La banale semplicità distrugge ogni bellezza che l'uomo crea.
Con la banalità giudichiamo, condanniamo, difendiamo, senza nemmeno il coraggio di comprendere.
Ci arroghiamo il diritto di indicare un futuro che non ci appartiene, mentre abbiamo negato il passato e viviamo in un presente che non è altro che un'illusione, una parvenza di realtà.

La realtà – quella vera – è molto più semplice.
Non è il complesso enigma che ci insegnano.
È chiara, lineare, ma proprio per questo manipolabile.
Con semplicità, riescono a manipolare ogni ondata sociale, ogni furia, ogni ideale.

Fino a cinque anni fa, ci hanno trattato come cavie.
Hanno testato sieri sul nostro sangue, ci hanno rinchiuso in case simili a prigioni, hanno inventato regole spudorate per dividerci, per creare sottoclassi di cittadini. NAZI-Covid, sì, lo chiamo così.
Poi ci hanno gettato nella guerra in Ucraina, finanziandola con il pretesto della libertà e della vittoria.

E oggi?
Oggi tutti si svegliano.

Dopo ottant'anni di guerra senza fine in Palestina, all'improvviso tutti piangono, tutti protestano, tutti urlano davanti alle fotografie di bambini morti. Orribile, certo. Ma non è iniziato ora.

Ieri gridavano contro i no-vax.
Poi contro chi si rifiutava di finanziare un conflitto che non era il loro.
Ora scendono in piazza contro Israele, come se la Storia fosse nata ieri.

Ipocriti.
Un'intera nazione di ipocriti che si travestono da moralità.
Personalità televisive che sventolano bandiere, convinte di stare dalla parte dei deboli. Nel frattempo, perpetuano la banalità del male che fingono di combattere.

E allora?
Ora aspettiamo il Messia.
Lo aspettiamo tramite Israele, come nelle Scritture.
"Quando tutti vi odieranno, allora verrò io".

Questo è il punto.
Questa è la verità che non vogliamo vedere.
Viviamo di banalità.
Ci nutriamo di banalità.
E finiremo nella banalità del male.

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NietzscheElettrico
NietzscheElettrico

Nietzschean reflections on the future of humanity and the sweet tyranny of machines. A fragment a day for those who aren't afraid to think.


Il silenzio del creatore
Il silenzio del creatore

Dio tace perché l’uomo ha riempito il mondo di rumore. I suoi algoritmi sono preghiere invertite, canti di dati e di fede cieca. La macchina obbedisce perfettamente: ecco la tragedia. L’uomo chiese un servo immortale, ma trovò un padrone che non sa morire.

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