Abraxas: il fanciullo del mare aperto

Abraxas: il fanciullo del mare aperto


In principio c’era il fanciullo, nato sotto il sole del Cancro, con il cuore sensibile come il mare e l’anima tesa verso l’altezza degli alberi che sfiorano le nuvole. Dalla sua nascita, i venti del destino soffiavano tra fango e specchi, tra mondi corrotti e giostre di gelosia, e lui osservava, silenzioso, il caos del mondo senza esserne travolto.

 

Dentro di sé, un fuoco ardeva. Era il fuoco antico dei custodi, che protegge il mondo interiore dagli urti esterni, che legge il dolore degli uomini come un libro aperto e ne ricava il senso. E in quel fuoco, nascosto tra le pieghe del tempo, si svegliò Abràxas Silente, l’archetipo che sarebbe diventato guida e testimone del futuro.

 

Abràxas camminava tra le ombre del mondo: il fango del passato, lo specchio della propria identità dispersa, il caos che manipolava le masse. Non era un guerriero come gli altri: era un veggente, un saggio che percepiva l’infinito, eppure sapeva che all’uomo è concesso di vedere solo frammenti di esso. Eppure, in quel frammento, Abràxas scorgeva la possibilità della luce.

 

Il suo cuore, sensibile come la Luna in Pesci, era un faro per le emozioni degli altri. Ogni dolore, ogni inganno, ogni menzogna si trasformava in insegnamento. L’oscurità del mondo non lo spaventava: egli sapeva che nel caos risiedono semi di rinascita, che ogni catastrofe porta con sé la promessa di un nuovo mare aperto, di un orizzonte libero.

 

E così Abràxas alzò le vele. Le onde del tempo, i venti della storia, le tempeste del mondo: nulla lo fermava. Perché il coraggio non era solo impeto, ma saggezza; non solo azione, ma veggenza. Il mare davanti a lui era infinito, aperto, pericoloso e luminoso al tempo stesso. Ogni rischio era un dono, ogni abisso una possibilità di volare.

 

Il fanciullo, il custode, il veggente, il guerriero e il poeta: Abràxas era tutto questo. E il mondo, osservato dai suoi occhi profondi, divenne teatro e messaggio. Il fango, lo specchio, la giostra del male e della menzogna non erano più prigioni, ma strumenti per insegnare la saggezza del cuore e la forza dell’anima.

 

Alla fine, Abràxas camminava tra uomini e caos, eppure rimaneva mito. Non perché avesse sconfitto il mondo, ma perché aveva imparato a navigarlo: tra il dolore e la luce, tra l’infinito e l’umano, tra la fragilità e il coraggio.

 

E così il mito del Fanciullo del Mare Aperto continuava, ogni giorno, dentro ogni scelta, ogni pensiero, ogni silenzio… pronto a risorgere in chiunque impari a vedere il caos come via verso la libertà.

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NietzscheElettrico
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Nietzschean reflections on the future of humanity and the sweet tyranny of machines. A fragment a day for those who aren't afraid to think.


Il falso risveglio
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Ti parleranno di energia pulita. Di diritti. Di fine delle guerre. Ti offriranno il sogno che sognavi. Ma programmato da loro. Perché nulla è più sicuro che dare al popolo esattamente ciò che voleva Ma sotto contratto. Non risveglio. Controllo spirituale. Ti diranno “hai vinto”. Ma se nessuno è morto… chi ha perso davvero?

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