Scienza, politica, fuffa

Scienza, politica, fuffa

By Lorf | Ideolog | 2 Oct 2020


Non so se sapete cos'è il premio Ig Nobel (da leggersi "ignobel" nel senso di ignobili).

Dal 1991 a oggi un comitato di scienziati sponsorizzato dagli Annals of Improbable Research (AIR, una rivista che vuole far ridere) assegna un premio: 

a dieci ricercatori autori di ricerche "strane, divertenti, e perfino assurde", quel tipo di lavori improbabili che "prima fanno ridere e poi danno da pensare". Lo scopo dichiarato del riconoscimento è "premiare l'insolito, l'immaginifico, e stimolare l'interesse del pubblico generale alla scienza, alla medicina, e alla tecnologia". I vincitori sono selezionati in base ad articoli pubblicati anche su riviste scientifiche autorevoli (fonte).

Nel 2019, ad esempio, il premio di anatomia è andato a Roger Mieusset e Bourras Bengoudifa, "per aver misurato l'asimmetria in temperatura dello scroto di postini nudi e vestiti in Francia". Nel 1993 Robert W. Faid di Greensville, South Carolina ha calcolato l'esatta probabilità (710.609.175.188.282.000 a 1) che Mikhail Gorbachev sia l'Anticristo. Nel 1996 Chonosuke Okamura, del Laboratorio di Fossili Okamura a Nagoya, Giappone, ha scoperto fossili di dinosauri, cavalli, draghi e più di altre mille "mini-specie" estinte, della lunghezza massima di 0.25 millimetri.

Divertente, vero? Passiamo però alle cose serie: c'è anche il caso di uno scienziato che ha vinto sia l'Ignobel che il Nobel. Cito da Wikipedia:

Andrej Gejm, che fu premiato con l'Ig Nobel nel 2000 (insieme a sir Michael Berry) per la loro dimostrazione della rana volante, derivante dalle ricerche sulla levitazione diamagnetica, e nel 2010 vinse il Nobel per le proprie ricerche sul grafene.

Morale della favola? Noi non sappiamo se uno scienziato dirà una cazzata gigantesca un giorno e una cosa geniale il giorno dopo. Ergo: sono molto contento per Andrej ma non gli affiderei la gestione di una pandemia. Il suo caso mi insegna che il mondo della scienza è fatto di geni e di idioti ma soprattutto, come ovunque, di normies. Il titolo di scienziato non ci permette di stabilire se una persona è più o meno intelligente, ragionevole, avveduta, responsabile eccetera. Anzi: il titolo di scienziato permette ad alcuni idioti di sentirsi intelligenti o di vendersi come tali, il ché è abbastanza brutto. Ma soprattutto: pensare che debbano essere "gli scienziati" a decidere su qualcosa è assurdo. Gli scienziati dicono cose in scienzese che altri scienziati possono validare o confutare e, in alcuni casi, prendere in giro. Per scegliere, invece, ci sono i politici, cioè - di regola - persone addestrate a prendere decisioni.

Senonché, se gli scienziati fortunatamente con la politica non hanno nulla a che fare, i politici sono, di base, una categoria di pezzi di merda cui del bene pubblico o comune interessa una sega. O che, nel migliore dei casi, si occupa di inezie.

Sì, daje, ci sono anche quelli bravi, squalificando tutti si fa sfascismo che è l'anticamera del fascismo. Sì, vabbene, ma facciamo a capirci: è innegabile che la stragrande maggioranza dei politici in auge fa solo e unicamente i propri interessi e/o quelli di una cerchia di persone che definire "blocco sociale" o "società" fa ridere. La cosa avviene, fra le altre cose, perché la politica, che dovrebbe decidere, non decide più quasi nulla essendo assoggettata all'economia. Il ché produce la sindrome dell'orso polare d'Abruzzo: i politici, che sono pagati per decidere, devono rappresentare il fatto che decidono e, non potendo decidere davvero su cose che hanno senso, inventano problemi che poi con le loro decisioni affermano di aver brillantemente risolto. Da Renzi a Raggi la soluzione del problema della salvaguardia degli orsi polari d'Abruzzo è ormai la norma: l'importante e far credere a laggente che quegli orsi esistono.

Bene, detto ciò chiediamoci cosa ci fanno i politici con la scienza. Andiamo su Alberto Cattaneo, lobbista, che ce lo spiega bene nel suo "Il mestiere del potere" (Laterza 2018). Funziona così: lo scienziato produce un rapporto, una relazione. Il politico prende questo materiale e ci fa esattamente il cazzo che gli pare. Seconda possibilità, non infrequente: il lobbista seleziona lo scienziato che produce il rapporto, la relazione di cui il politico si serve per dare credito e blasone alla propria decisione, già presa (sì, Cattaneo non sarà d'accordo su questa sintesi. Sì, cioè, la cosa virtuosa, vabbene).

Bene, ora tu mi chiedi perché la scienza non gode di grande pubblicità fra laggente? La risposta è dentro di te, epperò è sbagliata. Non c'è alcun malevolo cattivolo dietro a questa cosa. C'è solo un sedimentarsi decennale di studi scientifici usati come clave in politica e la conseguente, ragionevole, sfiducia de laggente. E ci sono politici senza scrupoli che questa cosa l'hanno capita prima di te.

Forse l'unica cosa che davvero laggente sanno è che prima vengono le decisioni e dopo vengono le parole attorno alle decisioni. Lo sanno perché succede sempre così, nel mondo reale. Tutti, nel loro piccolo, fanno così. E questo è il motivo per cui laggente accordano il loro favore politico a chi ispira loro fiducia e non a chi dice cose vere.

La verità - pur strana quanto volete - è che per ridare lustro alla scienza bisogna ridare lustro alla politica. 

 

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Non sono: giornalista, professore, scrittore, attivista. I commenti inutili o denigratori saranno inesorabilmente cancellati. Scrivete articoli e metteteci la faccia invece di rubare il tempo agli altri. Questo è il mio blog, non il vostro sfogatoio.

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