Il report di Mark Akkerman (aprile 2021) si intitola “Financing border wars”, cioè: “Il finanziamento delle guerre di frontiera”. In principio spiega, molto banalmente, dove sono collocati i nuovi mercati dal punto di vista geografico: Australia, Europa, USA. Subito dopo ci ricorda che se gli Stati che chiudono le loro frontiere, fra cui alcuni dei paesi più ricchi al mondo, hanno la responsabilità di garantire i diritti di quelle persone a cui vietano l’entrata, le aziende private cui gli Stati si rivolgono per ottenere servizi e tecnologie sono “profondamente implicate”:
In alcuni casi sono direttamente coinvolte nelle violazioni dei diritti umani stessi, in altri lo sono indirettamente in quanto facilitano il sistema che sistematicamente nega i diritti a rifugiati e migranti. La maggior parte di queste lo fanno attraverso un lavoro di lobbying, il coinvolgimento in gruppi governativi di “esperti”, attivando le “porte girevoli” delle agenzie statali: è chiaro che le aziende private non sono beneficiarie accidentali della militarizzazione delle frontiere. Al contrario, contribuiscono attivamente alla formazione delle politiche dalle quali traggono profitto e dunque condiividono le responsabilità per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani che da quelle politiche scaturiscono
Akkerman definisce la “fusione” fra Stato e aziende private il “Complesso industriale delle frontiere”, un’espressione che richiama quella con cui il presidente statunitense Eisenhower descrisse il pericolo di fusione fra industria militare e Stato: Complesso militare industriale:
Infatti è degno di nota che molte delle aziende oggi leader nell’industria delle frontiere sono anche compagnie militari ansiose di diversificare i propri prodotti per la sicurezza in un mercato in rapida espansione
Akkerman monitora le attività delle seguenti aziende: Accenture, Airbus, Booz Allen Hamilton, Classic Air Charter, Cobham, CoreCivic, Deloitte, Elbit, Eurasylum, G4S, GEO Group, IBM, IDEMIA, Leonardo, Lockheed Martin, Mitie, Palantir, PricewaterhouseCoopers, Serco, Sopra Steria, Thales, Thomson Reuters, Unisys. I settori di mercato sono:
1. sicurezza frontaliera (che include monitoraggio, sorveglianza, muri e recinzioni)
2. biometrica e “frontiere intelligenti”
3. detenzione
4. deportazione
5. servizi di revisione e consulenza
Bello, vero? Non comunica gioia, fratellanza, amore per il prossimo e sicurezza?
Le aziende citate sono solo le più importanti: centinaia e centinaia di piccole, medie e grandi imprese sono ansiose di far parte di questo mercato fiorente e in espansione. Le agenzie che si occupano di analisi di mercato prevedono una crescita annuale che va dal 7,2 all’8,6%, per un totale che nel 2025 raggiungerebbe i 65-68 miliardi di dollari. I settori in maggiore espansione sono biometrica e intelligenza artificiale.
Può essere un’esperienza molto straniante andare a caccia di queste ricerche di mercato. Alcune agenzie vendono le loro analisi annuali a cifre esorbitanti: d’altronde entrare in un mercato così promettente come questo richiede fatica, investimenti. A volte si deve sgomitare.