L'alba dorata del nazionalsocialismo post-covid

By Lorf | Ideolog | 10 Sep 2020


L'immagine che l'autore dà di sé è respingente, dal mio soggettivo punto di vista: Luca Ricolfi è un signore borghese che ti parla dall'alto in basso.

Anche il fatto che questo suo libro sia stampato a caratteri cubitali, cioè che in una pagina ci entrino poche frasette, mi rende l'operazione di leggere un po' antipatica.

Sembra un po' il libro di Maurizio Costanzo sull'Isis.

Se poi al carattere cubitale ci aggiungi una prosa così didattica da sembrare una presa in giro allora ti viene da prendere "La società signorile di massa" e buttarlo nel secchio.

Ho superato questo scoglio, perché agli autori do spesso molte chances, e mi sono inoltrato nel testo per scoprire che contiene un'intuizione forte, riassunta nel titolo.

Forse - mi sono detto - non è un'intuizione ma solo la banalizzazione di qualcosa che altri hanno elaborato in altre forme, magari in ambiente accademico.

Non lo so, e non sono un sociologo, quindi non posseggo le chiavi del regno di quella letteratura.

Casomai fatemi sapere se c'è qualcosa di meglio in merito.

Fra l'altro, ciliegina, non ho potuto leggere il libro fino alla fine perché, in perfetto stile anni '70, al mare mi hanno rubato la borsa che lo conteneva (insieme ad altri 5 titoli): non so nemmeno se alla fine c'è una bibliografia.

***

Comunque, lo schema di Ricolfi è molto semplice:

1. ho intuito sta cosa della società signorile di massa
2. ne definisco le caratteristiche
3. chiudo.

Io ho capito la cosa seguente.

I media raccontano l'Italia come un luogo devastato dalla miseria, pieno di terribili ineguaglianze e tensioni.

Gli indicatori economici, invece, raccontano l'Italia come un paese ricco e prospero in cui masse enormi di persone vivono di rendita e altre masse enormi di persone che lavorano hanno almeno due case, due macchine, le vacanze lunghe eccetera.

Una delle due cose è falsa?

No: la realtà è che le due cose convivono perché la prosperità è possibile grazie allo sfruttamento di persone che, banalmente, sono schiavi.

Se ricordo bene, quasi il 90% dei residenti è al di sopra della soglia di povertà, quasi il 95% dei cittadini è al di sopra della soglia di povertà.

Intrecciate il dato secondo cui la maggioranza degli italiani non lavora (fin dagli anni '70) e l'economia ristagna (almeno dal 2008).

Come può essere? E' molto semplice: tutto il lavoro lo fanno dei poveracci, in maggioranza migranti a cui non diamo la cittadinanza.

A questi schiavi non diamo nemmeno i soldi per campare decentemente.

Milioni di italiani, invece, non fanno una mazza e campano alla grandissima.

***

Ci sono molti altri indicatori.

Io, banalmente, vi segnalo che nel paniere Istat sono finiti il food delivery e l'estetista.

No, non voglio che vi affatichiate per andare a comprare da mangiare.

Sì, forse mi piacete di più se ci avete le ciglia curate (ma anche no, comunque).

Però capite, vero?

Capite che in Italia c'è una persona che lavora nei campi 16 ore al giorno per 20 euro e c'è un'altra persona che sente che la sua dignità viene calpestata se non può permettersi di andare a depilarsi.

***

Ok, lasciamo - ringraziandolo - Luca Ricolfi e entriamo il magico mondo post-covid, nel quale si continua tranquillamente ad andare in vacanza e in cui possiamo osservare in azione questa società signorile di massa (d'ora in poi SSM).

Due delle mie più fidate torrette di avvistamento, A. e T., mi hanno detto che - dal punto di vista degli usi e dei costumi - quest'anno sembra essere tornati indietro nel tempo.

A. dice che siamo tornati agli anni '80 e T. dice che siamo tornati agli anni '50.

Io non so dirvi quale dei due decenni sia più simile all'estate post-covid ma posso affermare che andando in giro si ha la netta sensazione che l'Italia sia piombata in una specie di ricca poraccitudine.

Cioè penso che l'impoverimento dovuto alla crisi sanitaria, molto relativo per gli esponenti della SSM, abbia tolto la buccia alle abitudini di consumo di questi rentier italiani rivelando miserie morali e psicologiche, profonde dai 40 ai 70 anni.

Milioni e milioni di italiani continuano a comportarsi come se fossero dei ricchi signorotti medievali ma possiamo osservarli da nudi, cioè senza quei du spicci sufficienti per comprare tutto quello che c'è da comprare per sembrare aggiornati e anche fighi.

Sulle creste delle dolomiti calano centinaia di scemi poco organizzati che vestono cose di cartone, ciarlano e buttano plastica nell'ambiente.

Appena il Tirreno accenna a produrre qualche piccola onda estiva, le spiagge sono prese d'assalto da torme di pupazzi che si immaginano come surfisti in quanto possessori di tavole da surf di gomma che Decathlon svende.

***

Questa nudità rivela che l'unica cosa che davvero per le persone italiane della SSM cambia, oggidì, è la possibilità di acquistare più o meno merci.

Dai loro una palla, ci corrono dietro.

Dai loro un aeroplano, ci salgono sopra.

Togli loro l'aereo, tornano a correre dietro alla palla.

***

Lassù in montagna o giù al mare le persone post-covid non sembrano patire.

Meglio: ostentano il fatto di stare bene anche se poi non sappiamo se stanno bene davvero o se esse sappiano di avere una qualche idea di che cosa significhi stare bene.

Le persone della SSM hanno imparato che consumare è l'unico stratagemma per sentirsi parte del mondo che le circonda, dunque consumano quello che possono, e a volte un po' di più, così da complicarsi la vita e sentirsi vive.

Nessuno, apparentemente, si sente a disagio, in una situazione simile: le possibilità per consumare in una SSM post-covid sono ancora moltissime.

Certo, sarebbe meglio prendere l'aeroplano ma anche giocare a palla va bene: basta guardarsi intorno i riconoscersi nei propri simili.

Tutti questi mostruosi personaggi si raccontano che alla fine a loro va bene così perché non fare ciò che si sta facendo significherebbe ammettere che dopo dieci, venti, trent'anni di consumi e basta di loro, del loro sé, non è rimasto una emerita cippa.

L'unica vera differenza è che quest'anno sembrano tutti uguali, come negli anni '50.

E assomigliano a degli orsetti coglioni, come negli anni '80.

Loro lo sanno e, non volendoselo dire, si rifugiano in questo strano nazionalsocialismo, visto che poi a lavorare continuano a essere gli schiavi.

I quali, mi raccomando, vanno occultati il più possibile.

***

Io non la vedo bene. Voi non so.

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