Il business dei migranti - log 11 - Security inc.

By Lorf | Ideolog | 19 Nov 2019


Parlando di sicurezza e libertà nei termini suddetti ci troviamo di fronte a un fatto evidente: tutto ciò che viene concepito per dare ai cittadini sicurezza rappresenta un aggiustamento, di tipo securitario, dell'esistente.

L'esistente è un sistema politico economico in cui la democrazia è in perpetuo arretramento e in cui la cessione al privato di attività e operatività tese al funzionamento degli Stati e delle società è in costante avanzamento - parliamo di privato profit, ovviamente.

A questa regola non ci sono eccezioni. Dunque la nostra sicurezza - e quella che essi hanno definito essere *libertà* - è affidata sempre più ai privati.

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Un'indagine del 2017 di Claire Provost sul Guardian descrive alcune dinamiche molto allarmanti in proposito. Il primo è l'espansione incontrollata della private security:

Almeno metà della popolazione mondiale vive in paesi in cui ci sono più impiegati nella sicurezza privata che agenti di pubblica sicurezza.

Seguendo i dati più di 40 paesi - inclusi gli Stati Uniti, la Cina, il Canada, l'Australia e il Regno Unito - hanno più lavoratori impiegati nella protezione di specifiche persone, aree e cose che agenti di polizia con il mandato di proteggere il pubblico in generale. In Gran Bretagna nel 2015 sono impiegate 232.000 guardie private contro i 151.000 poliziotti.

Il mercato globale dei servizi di sicurezza privati, che include guardia privata, sorveglianza e trasporto armato è stimato almeno a 180 miliardi di dollari e si immagina possa crescere fino a 240 miliardi nel 2020. Ciò supera di gran lunga il budget internazionale globale per l'abbattimento della povertà globale (140 miliardi di dollari l'anno) e il prodotto interno lordo di più di 1000 paesi, inclusa Ungheria e Marocco.

In tutto il mondo la sicurezza privata presidia centri commerciali, aree chiuse per comunità di elite e anche alcune strade pubbliche. Spesso indossano uniformi che assomigliano ad abiti della polizia e in alcuni paesi, come la Spagna e l'Italia, le guardie private possono portare con se armi da fuoco.

Dal Salvador al Vietnam, le guardie private selezionano l'accesso a enclave residenziali d'elite che sono tagliate fuori dalle città che hanno attorno. Nella capitale commerciale del Myanmar, Yangon, guardie e metal detector bloccano le entrate di hotel di lusso che torreggiano sul'estrema povertà che li circonda.

Cani da guardia abbaiano da dietro gli alti muri con fili spinati che sono ubiqui nei sobborghi ricchi del Sudafrica, dove nel 2015 almeno 500.000 guardie della sicurezza privata quasi doppiavano in numero di persone impiegate nella polizia e nell'esercito.

In tutto si stima che nel mondo vi siano più di 20 milioni di lavoratori della sicurezza, più del totale delle persone che vivono in CIle o in Olanda. 

Il secondo importante concetto approfondito da Provost, che intervista diversi accademici sul tema, è che il business della sicurezza è una vera e propria "fabbrica delle diseguaglianze". Il motivo è semplice: chi ingaggia società di sicurezza privata - come si è visto - lo fa perché ha i soldi.

La dichiarazione universale dei diritti dell'uomo stabilisce che "ognuno ha il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale" e che "nessuno può essere privato arbitrariamente della sua proprietà". I governi hanno il compito di lavorare per garantire progressivamente questi diritti. Ma nel momento in cui la sicurezza privata dà la possibilità ai ricchi e anche alla classe media di bypassare lo Stato, ciò può intensificare i livelli di diseguaglianza. Riguardo all'espansione della sicurezza privata in America latina il programma di sviluppo dell'ONU ha avvertito: "questo fenomeno aumenta le diseguaglianze perché gruppi sociali diversi hanno possibilità diverse di difendersi dal crimine".  

L'autrice cita poi Samuel Bowles e Arjun Jayadev, uno studioso del comportamento e un economista che nel 2014 scrivevano sul New York Times che gli Stati Uniti impiegano“tante guardie private quanti sono i professori di liceo”. Più si registrano diseguaglianze in una città, in un'area, in un paese, più persone sono impiegate nella sicurezza:

La crescita dell'industria della sicurezza privata può riflettere "il crollo di fiducia e dei legami di comunità" che si verifica quando le diseguaglianze aumentano [...]. Parlando al Guardian da Bangalore, dove insegna alla Azim Premji University, Jayadev osserva che l'India ha vissuto una generale "secessione dei ricchi dal resto dell'economia". Molti, lì: “si affidano alla sicurezza privata per ogni aspetto della propria vita”.

Secondo Freedonia, un think tank sul mercato globale consultato da Provost, il mercato della sicurezza provata cresce al ritmo del 6% l'anno, cioè più velocemente dell'economia nel suo complesso, ed è in ascesa ancora più veloce nei paesi in via di sviluppo e in Asia, con Cina e India a fare da capofila.

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Come si lega questo discorso a quello sul business dei migranti?

La privatizzazione della sicurezza è più o meno evidente in diverse parti del mondo ed è centrale nel nostro discorso. Se l'attuale gestione delle migrazioni è legata al nostro supposto bisogno di sicurezza allora dobbiamo aspettarci che quelle aziende private che si occupano di sicurezza siano collegate al business dei migranti.

Così è - come è ovvio - visto quanto descritto nei log precedenti.

Qui è fondamentale rimarcare che il bisogno di sicurezza - resa sovrapponibile a quella di libertà - è dato dalla *paura*. E questa paura è più "percepita" che reale. Secondo il report di Freedonia del gennaio 2017: "c'è la diffusa percezione che il crimine sia in ascesa”, la qual cosa accende l'interesse verso i servizi privati di sicurezza “anche se i livelli di criminalità crollano ufficialmente in un ampio numero di paesi”. E Freedonia non è un "covo di attivisti", bensì un istituto per le ricerche di mercato (vedi qui).

La "percezione della paura" è dunque instillata: non è giustificata da dati. E abbiamo scoperto, qui, che la paura - e dunque la ricerca di quella sicurezza - è tipicamente qualcosa che si costruisce in alto e scende verso il basso. In sostanza è qualcosa di profondamente classista che si alimenta col crescere delle diseguaglianze e con il crescere della Security inc.

--> Il business dei migranti - Indice

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