La "Defence and Security Equipment International (DSEI)" è una:
Esposizione biennale di commercio sulla difesa e la sicurezza che funziona come forum fra governi, forze armate nazionali, industria e accademia. Si tiene all'ExCel di Londra. Il DSEI da agli interessati [stakeholders] l'opportunità di fare rete, nonché presentare i propri ultimi prodotti e idee nei campi aerospace, land, security, and joint domains.
Dunque è quasi pleonastico sottolineare che a più riprese l'esposizione ha ricevuto critiche da parte di attivisti e organizzazioni per i diritti umani. Nel 2011 due espositori furono cacciati perché vendevano armi vietate nel Regno Unito (erano cluster munitions) e nel 2021 Amnesty International criticava l'esposizione perché in essa si vendono armi di tortura e armi con cui vengono attaccati i civili.
Nel 2021 la DSEI era anche on-line. Fra le varie sezioni di espositori, chiamate "zones" c'è anche la "security zone" dove espongono privati che si occupano di
Security equipment, technologies, strategies and systems to counter priority threats, such as cyber attacks as well as border, infrastructure, crowd and crisis security.
Fra i campi "merceologici" individuati c'era anche quello della "sicurezza alle frontiere", indicata come un vero e proprio "fronte" militare. La sicurezza alle frontiere era, di fatto, una specifica della categoria "sicurezza" che, a sua volta, faceva parte di quella che era indicata genericamente come "difesa" e che riguarda principalmente la sfera militare. Laddove – diciamocelo - "difesa" (defence) è l'ipocrita eufemismo con cui si indica un commercio di armi usate per attaccare anche i civili.
Secondo Leila Stockmarr, che sul Routledge handbook of private security studies firma un articolo dal titolo "Security fairs" (187-196), le "fiere della sicurezza":
sono microcosmi in cui si cumulano esperienze pubbliche e private di guerra e controllo, distillate in piattaforme commerciali di problem solving tecnologico fatto a misura delle esigenze dell'acquirente/consumatore. Le fiere sono punti nodali cruciali che mettono in connessione le esperienze di guerra e le visioni sulla difesa nazionale con la piazza del commercio della sicurezza per preparare la guerra o la governance della sicurezza "in qualche altro luogo". Grazie alle fiere le aziende private e gli stati veicolano la loro idea di guerra e controllo a una comunità globale di imprenditori della sicurezza.
Non sono solo bancarelle, sono un laboratorio in cui pubblico e privato immaginano e narrano nuove forme di guerra.
Fra cui - come abbiamo visto - quella particolare forma di tiro al piccione che si fa sui confini di Europa, Stati Uniti, Australia.