L’arte dopo la fondazione della Repubblica Popolare

L’arte dopo la fondazione della Repubblica Popolare

By Feder | idee varie ed eventuali | 3 Jan 2021


1.1 L’arte durante il periodo maoista

 

Nel luglio del 1949 si tenne il primo congresso nazionale dei “lavoratori dell’arte e della letteratura” alla quale seguì la creazione dell’associazione degli artisti, organo sottoposto alla supervisione del ministero della Cultura che provvedeva ad organizzare e sostenere gli artisti con sovvenzioni economiche, garantendo loro un salario minimo, e un alloggio per se e le famiglie. L’associazione degli artisti provvedeva inoltre a realizzare mostre, pubblicare riviste d’arte, istruire e rieducare le giovani leve, il tutto sempre sotto lo stretto controllo governativo in modo da attuare quei principi esposti da Mao a Yan’an. (1942)1

In questi anni uno dei dipinti che più di altri valse l’apprezzamento di Mao fu “Yu Gong rimuove la montagna” (Yu Gong yi shan, 愚公移山,1940) ad opera dell’ artista Xu Beihong2 (fig.1), considerato uno dei primi a creare dipinti a olio monumentale con temi epici cinesi.3 L’opera si ispira ad un racconto popolare nel quale un anziano un giorno decise di abbattere un’intera montagna che si ergeva di fronte alla sua abitazione per facilitare gli spostamenti fra un villaggio e l’altro. La decisione e la volontà di ferro del vecchio, che nonostante l’età avanzata e le difficoltà vuole portare avanti l’opera a tutti i costi, sembra voglia simboleggiare l’eroismo di tutta la nazione cinese. Anche quando i nemici sono apparentemente insormontabili, se uniti si potranno abbattere. “Il dipinto di Xu Beihong sembra anticipare il successivo realismo socialista e l’idea di un popolo determinato che non conosce ostacoli”.4

La stessa tecnica pittorica impiegata dall’autore, la pittura ad olio, sarà utilizzata successivamente per dare vita all’unica corrente pittorica ammessa dal partito, quella del realismo fondato sui principi socialisti. Questa tecnica, “occidentale” per eccellenza, introdotta in Cina nel Settecento dai Gesuiti, paradossalmente sarà proprio quella che a detta del Partito permetterà la miglior resa, quasi fotografica, della realtà.

“Yu Gong rimuove la montagna” (愚公移山)  1940

 “Yu Gong rimuove la montagna” (愚公移山) 1940

La leadership dell’ufficio della propaganda artistica di quel periodo continuò a promuovere l’uso dell’olio su tela nella speranza che gli artisti via via abbandonassero e quasi dimenticassero gli strumenti e le tecniche della pittura tradizionale cinese, appannaggio secondo la retorica in quegli anni di una classe di letterati ed artisti considerati vecchi e decadenti.

Sebbene fedeli ai dettami del governo, alcuni artisti non riuscirono a staccarsi mai completamente dalle tecniche pittoriche classiche quali l’inchiostro, né aderire completamente ai modelli imposti dalla leadership riguardo la pittura ad olio; ad esempio l’opera “La presa del palazzo presidenziale” di Wei Jingshan5 del 1977 fu aspramente criticata per l’eccessivo realismo con cui venivano ritratti i soldati stanchi ed affaticati in divise logore e strappate: ciò ledeva all’immagine del “glorioso” esercito di liberazione voluta dalla propaganda nazionale. L’opera venne rivalutata in un secondo momento in un clima leggermente più disteso quando venne inclusa nella collezione del Museo della Rivoluzione a Pechino.

La pittura tradizionale cinese (guohua, 国画) quindi non poté essere del tutto cancellata o ignorata, con il rischio che venisse comunque praticata in clandestinità, venne però piegata ai nuovi dettami del credo socialista.

 

 

 
1 I “Discorsi sull'Arte e sulla Letteratura” pronunciati da Mao Zedong a Yan’an il 28 maggio 1942 tracciano le caratteristiche ideali dell'arte socialista, le sue motivazioni e le sue tecniche. L’arte avrebbe dovuto riflettere la vita della classe operaia e dei contadini, che avrebbero dovuto esserne i principali fruitori, e avrebbe dovuto essere al servizio della politica e dell’espansione dell’ideologia socialista
“May 28, 1942, ‘Publication of Mao Zedong’s “Talks at the Yan’an Forum on Literature and Art’’ CINAFORUM. (11 luglio, 2014.)
2 Xu Beihong徐悲鸿 (1896-1953) pittore tradizionale, eminente pedagogo artistico del popolo, menzionato come uno dei primi artisti cinesi ad articolare il bisogno delle espressioni artistiche in modo da riflettere una nuova Cina moderna all'inizio del XX secolo. E’ considerato come uno dei primi a creare dipinti a olio monumentale con temi epici cinesi
3 Costantino, Mariagrazia, Arte contemporanea cinese. Mondadori Electa, 2006 p.37
4 Costantino, Mariagrazia, Arte contemporanea cinese. Mondadori Electa, 2006 p.36
5 Wei Jingshan (魏景山) 1943, (Jiang jia wangchao de fumie, 蒋家王朝的覆灭)

 

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