L’arte dopo il 1976, Il “Nuovo Periodo”

L’arte dopo il 1976, Il “Nuovo Periodo”

By Feder | idee varie ed eventuali | 4 Jan 2021


L’emergere dell’arte di dissidenza

Non è possibile parlare di arte contemporanea cinese e coglierne le sue peculiarità senza aver ben chiari quali furono gli avvenimenti che caratterizzarono la storia di questo paese dal 1949 in avanti. Gli stravolgimenti che colpirono non solo artisti ed intellettuali ma tutta la popolazione quali carestie, persecuzioni, epurazioni e campagne di rieducazione lasciarono un segno indelebile nella mente dei giovani di quegli anni.

L’anno 1976 segna in un certo senso lo spartiacque fra una Cina “Maoista”, chiusa su se stessa ed una Cina che al contrario gradualmente sperimenta una graduale apertura al mondo e a se stessa. Questa fase viene spesso indicata con il termine Xin shiqi (新时期), Nuovo Periodo che inizia due anni dopo la morte di Mao e termina con l’anno simbolico del 1989 con la manifestazione da parte degli studenti in piazza Tian an’men.1

Due avvenimenti caratterizzano il 1976; la morte di una fra le figure più importanti del periodo post 1949, Zhou Enlai che muore a gennaio e la morte del leader Mao Zedong il 9 settembre. In quello stesso anno l’ XI Congresso del Partito Comunista Cinese sanciva ufficialmente la fine della rivoluzione culturale, ed il nuovo timoniere, Deng Xiaoping, avviava il processo di gaige kaifang2, “riforma e apertura”.

Le università d’arte riaprirono, gli editoriali ricominciarono a pubblicare riviste d’arte in particolare sull’arte Giapponese ed Occidentale. Gli studenti delle accademie poterono finalmente distinguersi e distinguere la propria arte dalla propaganda dettata dal partito.

In campo artistico proprio in questo periodo si assiste al fiorire di moltissimi gruppi più o meno ufficiali, dal momento che moltissimi mancano di un programma di intenti o estetico.

Uno dei primi gruppi non ufficiali sorse intorno al 1973 in assoluta clandestinità.3 In piena Rivoluzione Culturale quest’ultimo, stanco del vuoto creatosi durante questi anni, inizia ad esplorare nuove espressioni artistiche. Riprendendo il motto “l’arte per l’arte” avevano come modelli autori occidentali per lo più impressionisti e romantici.

Questo gruppo successivamente decise di chiamarsi Società artistica senza nome (Wuming shehui, 无名社会), e tenne la prima esposizione nel 1979. Le opere di meno di una trentina di giovani artisti, per lo più senza nessuna formazione accademica alle loro spalle, ritraevano soprattutto paesaggi usando la tecnica ad olio.

Di altri intenti e di stampo decisamente politico, fu il gruppo “Star art society” (Xingxing, 星星社), in netto contrasto con l’ideologia maoista, gruppo che faceva dello “shock” nell’osservatore la sua arma preferita.

L’esposizione del 1979 raccoglieva circa 163 lavori4 e venne intenzionalmente posta fuori dalla galleria nazionale per dare una pubblica dichiarazione dei loro intenti e delle loro posizioni di “outsider”. L’esposizione fu aperta per due giorni , dal 27 al 28 settembre, il 29 settembre il dipartimento di sicurezza fece chiudere con la forza l’esposizione. Il giorno successivo in occasione del trentesimo anniversario della fondazione della Repubblica Cinese il gruppo indisse una manifestazione di protesta contro la chiusura della mostra.

Da un’intervista con alcuni fra i più conosciuti autori del gruppo, fra cui Wang Keping5 e Ma Desheng6, che venne pubblicata sulla rivista “Meishu” (美术) nel 1980, si può forse ricavare un quadro più completo degli intenti di questo gruppo e della situazione all’interno di questo gruppo.

“We love life, but the very practical lesson of the last few decades, particularly what took place during the Gang of Four years, have taught us not to look at life through rose-colored glasses, nor to embrace childish romantic ideals. […] Most of us were born after the liberation in 1949 and played different roles during the Cultural Revolution. But, as Chinese society evolved, we gradually realized what our mission in life was: to record with our pens and brushes what was taking place before our eyes, and to do this with clear point of view.”7

 

 

 

1 Gullotta, Diego, China contemporary art: la lunga Marcia dell’avanguardia. Sosho Editore, 2007 p.11

 

2 改革开放 (riforma e apertura)

3 Wang, Peggy, and Wu Hung. Contemporary Chinese Art: Primary Documents. New York: Durham, N.C: Duke Univ Pr, 2010. p.6

4 Wang, Peggy, and Wu Hung. Contemporary Chinese Art: Primary Documents. New York: Durham, N.C: Duke Univ Pr, 2010. Pag.11

5 Wang Keping 王克平 (1949)

6 Ma Desheng 马德升 (1952)

 

7 Wang, Peggy, and Wu Hung. Contemporary Chinese Art: Primary Documents. New York: Durham, N.C: Duke Univ Pr, 2010. Pag.11

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