Migranti e banchieri

By Lorf | 2 cents | 2 May 2021


Er covid, che mi tiene a casa a non fare una mazza, mi ha spintoh a prendere in mano un certo numero di libri che avevo comprato e messo lì a prender polvere (mi ha anche portato, forse non ce n'era bisogno, ad avere una postura più radicale).  

Fra questi libri c'è "Una buona economia per tempi difficili" di Abhilit V. Banerjee e Esther Duflo, premi nobel per l'economia 2019.  

E' un libro pieno di riflessioni interessanti, la centrale è che *davvero* alla gente non va di emigrare e se lo fa ha due motivi: 1) è molto disperata oppure 2) è molto determinata ad avere successo. Di conseguenza chi blocca i flussi di migranti è: 1) un infame di merda a cui auguro la sorte peggiore e anche 2) un povero coglione.  

Ma comunque.

A pagina 142 c'è questo racconto:   

Per indagare sul modo in cui il contesto sociale ci influenza, i ricercatori dell'Università di Zurigo hanno reclutato un gruppo di banchieri per sottoporli a un esperimento e hanno chiesto loro di lanciare una moneta dieci volte e dichiarare attraverso internet i risultati ottenuti. Erano stati informati che se fosse uscita testa (o croce) più di un certo numero di volte avrebbero ricevuto 20 franchi svizzeri per ogni testa (o croce) in più dichiarata. Nessuno controllava se le dichiarazioni fossero esatte e questo creava un forte incentivo a imbrogliare. La comparazione chiave era fra le persone a cui, prima che cominciasse l'esperimento, era stato chiesto quale fosse la loro attività ricreativa preferita, richiamando l'attenzione sulla loro identità di persone <<normali>>, e quelle a cui erano stato poste domande sul loro ruolo di banchieri, richiamando l'attenzione sulla loro identità professionale. Tra quelli che erano stati indotti a vedersi come banchieri, erano molto più numerosi quelli che dichiaravano una prevalenza accentuata di testa (o croce), così tanti di più che non lo si poteva attribuire unicamente al caso: la percentuale di <<bari>> fra quelli indotti a vedersi come persone normali era del 3 per cento, mentre saliva al 16 per cento nel secondo gruppo.  

Bene, questo vuol dire forse che i banchieri sono persone disoneste?  

Sì, vuol dire esattamente questo.  

Meglio: il mestiere di banchiere è *strutturalmente* banditesco.  

***

C'è qualcos'altro da dire.  

Quando ridiamo di quelli che inventano storie anche poco credibili sui banchieri dimentichiamo che c'è un fondo di verità, un'intuizione di verità, dietro a quei pensieri semplici o goffi o apocalittici o stupidi (che poi accolite di nazifascisti usino, peraltro in modo dilettantesco, queste storie per i loro loschi fini è solo il risultato ovvio dell'assenza di un'organizzazione qualsivoglia di una sinistra che si occupi di chi si dovrebbe occupare).  

In tanti si esercitano a raccontare quanto le bufale siano bufale. In molti di più ci fanno su dell'ironia, per sentirsi superiori, per fare branco, il branco dei secchioni, degli accademici della crusca dei miei cabbasisi.  

E' un esercizio sterile. Gli intellettuali bravi capiscono le cose, non si limitano a descriverle. E lavorano per cambiare le cose, non per sentirsi meglio.  

Provate a capire, quindi, la radice di verità (che attenzione non è per forza "realtà") dietro a queste storie. Vedrete quante lucette vi si accenderanno.

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