Quando ho iniziato a usarli, i computer avevano gli schermi verdi.
Si digitavano cose come xcopy -d -f c:/lorf/vaffanculo/*.ws a:/monnezza/salvatutto/
Niente di complicato, anzi.
Era un mondo wysinwyg (what you see is not what you get): scrivevi una cosa in verde, non vedevi in quali caratteri sarebbe stata stampata, l'interlinea, lo stile eccetera.
E poi eri scollegato: prima di vedere una bbs (cioè un Bulletin Board System), ovvero un deposito di dati remoto, passarono lunghi anni.
Si usavano strumenti molto interessanti, tipo ftp e telnet, ognuno dei quali ti poneva di fronte a una lineetta lampeggiante, il prompt.
Sapere cosa scrivere ti dava del potere.
Potevi chattare con qualcuno, per esempio.
O entrare nel Pentagono.
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Provengo da lì e dunque quando apro un terminale, sul mio linux, provo gioia.
Il mio portatile appare in tutta la sua verità, o quasi.
Se voglio scrivere un testo, apro l'editor più semplice in circolazione.
La cosa mi dà la garanzia di poter controllare integralmente ciò che sto facendo.
E' una magra consolazione perché le cose, oggi, sono molto diverse, fuori dal mio pc.
La rete è un'altra cosa.
Prima di tutto puoi chattare in 120 modi diversi.
In secondo luogo per entrare nel Pentagono devi saperne molto più di prima.
Oggi ti sembra che "what you see is what you get", cioè che ciò che vedi avvenire sullo schermo è ciò che ottieni.
Ma non è così: ciò che vedi è ciò che qualcuno ha deciso che tu veda.
Ciò che ottieni tu è un fatto molto secondario rispetto a ciò che ottiene quel qualcuno.
Quel qualcuno finisce per conoscere di te una quantità di cose che forse neanche tu sai.
E le usa, le mette in un grosso secchio dove si abbevera un modello di IA più o meno sofisticato.
Quel modello di Intelligenza artificiale produce profilazioni varie, use a scopi vari: venderti cose, convincerti di qualcosa, controllarti.
Oggi ciò che ottieni tu non lo sai quasi.
In compenso la macchina ottiene da te molte cose.
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Il web 2.0 è gommoso e profuma di fragola.
E' molto facile accedervi, "lo fanno anche i bambini".
E' un mondo che ti ha distanziato dalla macchina, dal suo funzionamento reale.
La distanza è stata creata per permettere l'accesso a tutti.
Hai "il mondo a portata di pollice".
E se questo sembra essere una specie di trionfo della democrazia, una specie di vittoria sul digital divide, è un effetti ciò che ha permesso a diversi attori economici di entrare nella rete e realizzare profitti.
Oggi un numero gigantesco di persone ha accesso alla rete solo per il tramite di attori privati il cui fine è il lucro.
Nessuna democrazia digitale è stata implementata.
La forma di potere che il web 2.0 sviluppa è la plutocrazia.
E che tu possa dire o fare un buon numero di cose (ma non tutte) su un social media non significa che qualcuno ti ha dato strumenti democratici grazie ai quali sviluppare rapporti umani virtuosi o il loro contrario, a tuo piacimento.
Significa che qualcuno ti ha in messo in mano una mazza con cui spaccare pietre.
Sì, è vero, c'è un robot che ti dice come impugnarla, di che materiale e di che colore la vuoi, se preferisci pietre a forma di Obama o a forma di Trump.
Ti chiede se gradisci il panorama, puoi cambiarlo se vuoi, puoi anche disegnarne uno.
Se poi ti sei stancato di spaccare pietre hai l'opportunità di cercare aghi nei pagliai.
E molto altro: applicarti a cause perse, insegnare ai bot come diventare nazisti, fornire informazioni dettagliate sull'ambiente culturale, sociale ed economico in cui vivi.
E' fantastico, basta cambiare app.