Il bibliotecario francese cap. XLIII parte prima

Il bibliotecario francese cap. XLIII parte prima


La Copa, capitale di La Floresta. Il nome della città era una delle poche caratteristiche a ricordare che cinquant'anni prima vi si erano svolti gli ultimi mondiali di calcio. Uno sport oramai praticato solo in forma amatoriale nel nord Europa, mentre gli scacchi avevano sostituito a livello internazionale il gioco del pallone. Tanto si dovette alle conseguenze della Grande Depressione. Una misura che i governi mondiali avevano escogitato per risparmiare denaro pubblico, infatti, era stato il mettere fine a un buon numero di eventi sportivi e culturali. Dunque, poco alla volta, erano sparite mostre d'arte e musei e i siti storici chiusi definitivamente perché mancavano i fondi per manutenzione e ristrutturazioni. Anche lo sviluppo della tecnologia aveva subito una forte frenata. Il gioco del calcio era stato l'ultimo evento a scomparire. I libri di storia riportavano che quando ciò era avvenuto, in Italia era stata organizzata la prima e ultima serrata del paese. Una protesta generale e significativa in quella che i libri definivano la patria del calcio da secoli. Ma nulla da fare: oramai continuare a organizzare partite di calcio era divenuto finanziariamente improponibile. L'unica via d'uscita per poter mantenere lo sport preferito dagli italiani rappresentava la drastica riduzione dello stipendio, peraltro molto cospicuo, di calciatori e commissari tecnici. Avrebbero guadagnato poco più di un operaio e ovviamente gli interessati avevano rifiutato tale proposta. Tra i pochi sport praticati a livello internazionale erano rimasti allora gli scacchi, in genere molto amati dai ricchi, soprattutto coloro che si disponevano a finanziarne le Olimpiadi e i tornei internazionali. I grandi stadi di calcio venivano oramai utilizzati per lo svolgimento degli eventi scacchistici.
Il giorno del torneo internazionale di La Copa, le autorità amministrative erano in fermento tanto quanto i giocatori, pensando al denaro che sarebbe entrato nel paese grazie all'evento. La maggior parte dei partecipanti e degli spettatori erano ricchi stranieri che avevano preso alloggio nel ridotto numero di hotel della capitale di La Floresta. Le strutture alberghiere avevano quindi registrato il pieno per l'importante occasione. Gli esercizi commerciali si erano adeguati all'evento già alcune settimane prima che si svolgesse, esponendo abbigliamento e oggettistica a tema.
I giocatori si preparavano, facendo il possibile per esercitare la virtù della calma, dote fondamentale per ogni grande scacchista. Tutti erano in qualche misura su di giri, ma nessuno era più trepidante del professor Archibald Podger, ansioso di fregiarsi dell'ennesima vittoria. Ma una cupa ombra smorzava il suo entusiasmo, quando gli tornavano in mente le sconfitte subite a tavolino contro Augustus Lafayette. Tuttavia era sicuro di portarsi a casa il primato anche in quel torneo, senza peraltro sfigurare, dato che nessuno era al corrente delle sue due perdite avvenute in sede privata. Nessuno, tranne Trent. E il bibliotecario, ovviamente. Il professor Podger non sapeva chi dei due in quel momento detestasse di più.

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PousinhaDosPous
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languages and music teacher, scholar psychologist, translator and writer


XXVIsecolosigloXXVI+XXXsecolosigloXXX
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Questo titolo è dovuto al fatto che i miei e-book sono quasi interamente ambientati in un futuro indefinito dove gli scacchi e la distopia la faranno da padroni/Este título se debe a que casi todos mis e-books transcurren durante un indefinido porvenir, donde los dueños serán los ajedrez y la distopía.

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