I due fratelli si guardarono. Entrambi indossavano le loro catenine d'oro, poichè non era affatto prudente lasciarle nella stanzuccia del tutto priva di casseforti che avevano affittato nella locanda. Come in un gesto di comune accordo, se le tolsero e le porsero all'anziano.
-E' tutto quel che ci resta- mormorò Nico. Quelle catenine erano un regalo dei genitori per la loro nascita e ai due ragazzi costava non poco, in termini di valore affettivo, separarsene. Ma se potevano servire per aiutare Alberta, erano disposti al sacrificio.
Augustus Lafayette sembrò interessarsi al ciondolo che pendeva, identico, in ciascuna. Riportava le iniziali LL. Un fatto che né Adriana né Nico avevano mai capito. La loro madre si chiamava Renate Côrte-Real e il padre Alfredo. Nessuno in famiglia portava nomi con le iniziali LL. Una volta avevano chiesto spiegazioni su quei ciondoli ad Alberta, che aveva peraltro confermato quanto diceva la padrona di casa, cioè che si trattava di un ninnolo come qualunque altro e invitandoli a non pensare affatto a una semplice lettera dell'alfabeto.
In ogni caso, l'anziano non volle prendere le catenine. Dopo averle attentamente esaminate, disse loro: -Valgono soltanto un paio di giorni del mio lavoro. Tenetevele pure. E mi raccomando di non circolare con gioielli indosso. Habanita è pericolosa, dunque, vietato ostentare, anche se si tratta di oggetti di scarso valore commerciale. Brooke non ve l'ha detto? Ovviamente, tenetevele ben nascoste tra i vostri effetti personali che porterete con voi, non certo in un cassetto della vostra stanza in quella locanda di malamorte quando ne uscite.
Ora i due fratelli si trovavano in un altro pasticcio e ben poco li confortò il fatto di potersi tenere le catenine.
-Robert- cominciò Nico arrossendo. -Ascolta, in questo momento non abbiamo neppure un centesimo. Se tu o Héctor poteste prestarci il denaro necessario, ti prometto che lo restituiremo con tanto di interessi una volta che in Portogallo ne verremo in possesso. Credimi, non ho mai preso nulla in prestito e neppure lo farei se ad averne bisogno fossi io. Ma per una persona cara in un frangente come questo, non posso farne a meno-. Che gli costasse formulare una simile richiesta e per giunta davanti a un terzo estraneo, era evidente. Nico non amava essere di peso agli altri, desiderava invece soltanto essere di aiuto al prossimo. Caratteristica nella quale, però, in lui, si insinuava una certa qual punta di orgoglio, difetto che comunque si provava a correggere, pur non senza difficoltà. Lui e sua sorella erano stati istruiti da Alberta a esaminarsi e correggersi costantemente. Stavolta, trattandosi di un'emergenza di enorme portata, riconosceva di avere bisogno dell'aiuto economico altrui, anche se gli costava molto ammetterlo.
Augustus Lafayette squadrò Adriana e Nico da dietro i suoi misteriosi occhiali.
-Miei cari ragazzi, il signor Brooke fa il volontario da oltre un anno e da allora non mette piede in America. Vive senza un soldo: né pesos né dollari. Oramai avrà dimenticato perfino di che colore sono le banconote in qualunque valuta. Quanto al signor Salinas, per miracolo ha trovato un posto dove riceve vitto, alloggio, un'auto per potersi muovere facilmente tra l'Arcoiris e la farmacia del centro città, dato che deve ringraziare di essere l'unico tra tutti a possedere una patente panamericana, e al bisogno, cure mediche gratis, perché in Venezuela non aveva dove cascare morto. E siete cascati male anche voi.
-E' proprio come dice il signor Lafayette- ammise Robert -ma credetemi che se avessi anche un solo penny, ve lo darei volentieri.
-Ma com'è possibile che due alto-borghesi come voi abbiano affrontato un viaggio dal Portogallo fin qui completamente al verde?- indagò il bibliotecario.
Nico non si era mai sentito tanto umiliato in tutta la sua vita.
-Ascolti signor Lafayette, la colpa di tutto questo è soltanto mia- cominciò Adriana, stavolta con risolutezza.
-Sorellina, lascia perdere...
-No, Nico, tutta questa storia è colpa mia! Se avessi ascoltato Alberta e fossi tornata in Portogallo, quando mi pregava di farlo, a quest'ora non staremmo qui. E se avessi dato retta a te, non avremmo chiamato mamma e papà. Non è giusto che tu e Alberta paghiate per la mia caparbietà e ostinazione. Signor Lafayette, se siamo senza un soldo è dovuto alla mia insistenza nel volere informare della vicenda i nostri genitori, illudendomi che sarebbero intervenuti in favore della donna che di fatto ci ha allevato. Che ci avrebbero dato carta bianca sul conto corrente. Nostro padre è il proprietario della nostra banca e avrebbe potuto contrattare personalmente il miglior avvocato del paese senza neanche scomodarsi a viaggiare, ma per tutta risposta ha licenziato Alberta e ci ha bloccato le carte di credito per costringerci a tornare a casa. I nostri genitori credono che ci troviamo ancora al Centro Arcoiris, per avere agito come hanno fatto, senza timore di metterci nei guai, perchè se sapessero dove dormiamo ora, conoscendoli, prenderebbero il primo aereo per venire qua allo scopo di trascinarci per le orecchie in Portogallo. Temo che in questo momento non riusciremmo neppure a pagarci un misero extra.
-Buon sangue non mente, borghesi fino in fondo! Anzi, alto-borghesi, scusate-. Il bibliotecario diede in una sonora risata.
-Di quali extra vorreste servirvi nella locanda della città? Idromassaggio, televisore satellitare...
-Signor Lafayette!- lo interruppe la ragazza, perdendo improvvisamente tutto quanto ancora le restava del suo fare timido e conciliante. Contrariamente alla sua indole, spesso alquanto remissiva, Adriana aveva cominciato a reagire con una certa energia, finendo con l'alzare la voce, cosa che non faceva mai di fronte ad una persona anziana o comunque autorevole.
-Saremo alto-borghesi davvero, ma non certo viziati come possiamo sembrare agli occhi di chi non ci conosce. E siamo infermieri professionali. Abbiamo lasciato le nostre comode dimore per venire in un paese tropicale disagiato, dove siamo esposti a mille infezioni e malattie di vario genere. Non abbiamo sviluppato l'immunità della popolazione locale perché non siamo nati e cresciuti qui,. E quindi, nonostante i vaccini fatti, non siamo del tutto protetti. Se dovesse succederci un imprevisto, non potremmo affrontarlo, dato che non abbiamo neppure un centesimo per comprarci un'aspirina nella farmacia della città. E per coronamento della situazione, se questa storia non sarà risolta entro dieci giorni, non avremo neppure più un posto dove dormire. Avevamo pochissimo contante con noi, appunto perchè contavamo sulle nostre carte di credito, ora inutilizzabili. E anche perchè ci hanno detto in tutte le salse che qui girare con i contanti è pericoloso per gli stranieri come noi. Le poche banconote che avevamo se ne sono andate tutte per pagare la locanda. Robert ci aveva detto di fermarci un mese, ma abbiamo potuto pagare soltanto per due settimane! Delle quali tre giorni sono già volati via.
-Adriana, andiamocene-. Anche la pazienza di Nico aveva superato il limite. -Quest'uomo non è affatto una speranza per Alberta. Si sta soltanto burlando di noi e forse ci ha ricevuti perché gli mancavano fenomeni da baraccone per divertirsi. Robert, ti siamo immensamente grati per il tuo interessamento, ma da ora in poi agiremo per conto nostro per risolvere la faccenda.
Robert li guardò con aria costernata, senza riuscire a dire una parola. Evidentemente, non si aspettava che l'uomo che lo aveva salvato riservasse ai suoi amici un trattamento a dir poco scortese. Sapeva quanto fosse burbero, ma non se l'immaginava tanto riottoso. Stavano per uscire dalla porta, ma il bibliotecario non aveva finito con loro.
-E che cosa intendereste fare? Girare per le carceri? Svolgere indagini? Questo non è il Paese di Cuccagna, è pieno di squali affamati e corrotti che vi divorerebbero in quattro e quattr'otto. Lasciatevelo dire: se proverete ad aiutare la vostra amica facendo appello ai vostri ideali, non durerete una settimana. In soli dieci giorni poi, dove pensereste voi due di arrivare?- rise Lafayette.
-Non sembra che abbiamo altra scelta- rispose Adriana seccamente.
-Si che l'abbiamo. Tu torni a casa per la data prevista quando sei partita.
-Non se ne parla neanche!
-Per una volta soltanto, non puoi fare come ti viene detto?
-Se significa lasciarti solo nell'occhio di un ciclone, allora no! Sei mio fratello e intendo condividere con te ogni circostanza, bella o brutta che sia! E poi - continuò - non ricordi che tra poco non avremo nemmeno più un tetto sulla testa?-. La ragazza incrociò le braccia e guardò il suo gemello con fare risoluto.
-Ora fai pure la spiritosa?
-Sentite ragazzi, smettetela di litigare e ascoltatemi-. Augustus Lafayette si era alzato dalla scrivania per venire a piantarsi davanti a loro prima che raggiungessero le scale. -Aiuterò la vostra amica. Di denaro, non parliamone più. Domani stesso andrò a vedere la signora Alberta e al mio ritorno mi stabilirò al Centro Arcoiris come guardiano diurno. Stessa procedura utilizzata per Brooke, almeno all'inizio.
Il bibliotecario francese: cap. XIX parte terza
By PousinhaDosPous | XXVIsecolosigloXXVI+XXXsecolosigloXXX | 19 Feb 2021
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Questo titolo è dovuto al fatto che i miei e-book sono quasi interamente ambientati in un futuro indefinito dove gli scacchi e la distopia la faranno da padroni/Este título se debe a que casi todos mis e-books transcurren durante un indefinido porvenir, donde los dueños serán los ajedrez y la distopía.
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