ancient precious books

Il bibliotecario francese: cap. XIX parte prima


Robert riuscì a tornare dai suoi amici soltanto due giorni dopo, a causa di una delle solite emergenze verificatesi all'Arcoiris. Per andare in biblioteca a conoscere l'uomo che rappresentava una speranza per Alberta, Adriana e Nico indossarono gli unici abiti puliti che erano loro rimasti. La locanda non faceva servizio lavanderia. L'unica soluzione che avevano trovato era lavare i vestiti sotto la doccia, servendosi solo dell'acqua. Il sapone di marsiglia che così come tutti i volontari avevano ricevuto all'Arcoiris, dovevano risparmiarlo per lavarsi. Non erano arrivati ad Habanita portandosi dietro chissà quali effetti personali, dato che i loro bagagli dovevano essere limitati per regolamento della fondazione. Gli spazi del Centro, struttura non certo enorme, non dovevano essere ingombrati. I prodotti per la pulizia personale, così come i farmaci, li ricevevano direttamente al Centro E ora Adriana e Nico non avevano neppure un soldo per comprare un nuovo pezzo di sapone in una delle bancarelle che in quella città rappresentavano i pochi esercizi commerciali. Sembrava prospettarsi per loro un periodo di miseria, fatiche e stenti, ai quali due ragazzi provenienti da una famiglia alquanto ricca non erano ovviamente abituati. Per non parlare del fatto che senza un centesimo in tasca non era possibile vivere in alcun paese, per quanto disagiato.

Si avviarono dunque verso metà mattina alla biblioteca, che si trovava nello stesso quartiere della locanda, a pochi metri di distanza. Era costituita da un vecchio edificio a due piani collegati tra loro da una scala di ferro battuto. Il pian terreno conteneva due grandi scaffali in cui erano riposti libri scolastici e un lungo tavolo rettangolare circondato da sedie, il tutto in stile arte povera. La maggior parte dei frequentatori della biblioteca era costituita da alcuni studenti dell'unica scuola di Habanita perché solo lì avevano accesso ai libri. La città non aveva una libreria e anche se l'avesse avuta non sarebbe servito a nulla. Le famiglie degli scolari erano troppo povere e non avrebbero certo potuto permettersi la spesa dei libri. Un altro assiduo frequentatore della bibliotca era l'insegnante, poi venivano il sindaco e i funzionari del suo staff. Questi ultimi consultavano anche i libri posti negli scaffali del secondo piano, che andavano ben oltre le semplici nozioni scolastiche: manuali di statistica, economia, diritto, storia e letteratura. C'era perfino qualche opera scacchistica, utilizzata dal maestro di scuola. Alcuni libri di letteratura straniera tedesca, francese, americana e inglese erano disponibili in lingua originale, ma neppure gli abitanti della città più istruiti, quali il sindaco e l'insegnante, conoscevano una lingua diversa dallo spagnolo. E nessuno, comprese le autorità amministrative locali, aveva idea della provenienza di quei preziosi libri. Nessun abitante di Habanita si era mai sognato di possedere materiale simile. Ma Robert una certa idea se l'era fatta: dovevano appartenere al bibliotecario, che aveva deciso di ampliare il materiale del povero edificio evitando nel contempo di figurare come il generoso donatore.

-Buongiorno infermiere Brooke- salutò il guardiano dalla sua piccola postazione all'ingresso. Era evidente che Robert era uno dei frequentatori abituali della biblioteca, anche se non assiduo a causa degli impegni del suo lavoro volontario.
-Possiamo vedere il signor Lafayette?- chiese Robert al guardiano.
L'uomo alzò la cornetta di un telefono che aveva un aspetto simile agli apparecchi esistenti in Europa durante il secolo delle due grandi guerre mondiali, eventi che oltre mezzo millennio prima avevano sconvolto il continente. Attualmente telefoni come quello figuravano soltanto nelle illustrazioni dei libri di storia. Una storia che ad Habanita quasi nessuno conosceva.
-Signor Brooke, lei può salire, ma i suoi amici debbono aspettarla qui, a meno che non siano interessati a uno dei volumi del piano superiore.
-D'accordo- rispose il ragazzo e poi, rivolgendosi ai compagni che avevano assunto un'aria preoccupata, li rassicurò:-Non temete, gli parlerò io e tra poco vi riceverà. Non allarmatevi per il suo fare burbero, una volta che lo avrete davanti. L'importante è che siate onesti e sinceri con lui e vedrete che vi sarà di aiuto.

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PousinhaDosPous
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languages and music teacher, scholar psychologist, translator and writer


XXVIsecolosigloXXVI+XXXsecolosigloXXX
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Questo titolo è dovuto al fatto che i miei e-book sono quasi interamente ambientati in un futuro indefinito dove gli scacchi e la distopia la faranno da padroni/Este título se debe a que casi todos mis e-books transcurren durante un indefinido porvenir, donde los dueños serán los ajedrez y la distopía.

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