Sigismondo guardava sbalordito gli attrezzi dell'amico Tancredi: da parte sua, aveva venduto il suo telefono cellulare a un negozio di merce usata subito dopo essere finito a vivere in una cabina telefonica. Che cosa me ne faccio, aveva pensato. In nessuna cabina telefonica c'era una presa di corrente per ricaricarlo. Ovviamente l'amico Tancredi, ecologista nato, cresciuto e pasciuto, aveva pensato al caricabatteria solare. Anzi, ne possedeva uno da parecchio tempo prima del fallimento della sua ditta che l'aveva spedito a vivere come lui. Chissá perchè Sigismondo non ci aveva proprio pensato. Si stupiva sempre delle idee dell'amico che gli permettevano di vivere in maniera accettabile anche in condizioni più che precarie come le loro.Tancredi si era bene attrezzato nella sua cabina telefonica: Sigismondo non aveva mai visto tanto ordine e pulizia. Ganci qua e là sul soffitto (se tale si potesse definire) per appendervi due paia di jeans, una camicia, un giaccone dall'imbottitura sintetica che gli serviva anche da coperta, un unico piumone che utilizzava soltanto per i cosiddetti giorni della merla, quando il giaccone non era sufficiente a ripararlo dal freddo e poi riponeva accuratamente e ben piegato nella sua apposita busta in plastica. In maniera di non sporcarlo, di mantenerlo il più possibile pulito perchè denari per la lavanderia non ce n'erano. Al massimo c'erano le lavanderie pubbliche a gettoni, che usava soltanto per i pochissimi abiti e biancheria e una volta all'anno per il giaccone imbottito, ma finiva sempre i gettoni e non gliene avanzavano mai per il piumone. Ganci qua e là e sulle pareti in plastica per assicurarci materassino, cuscini e il suo zaino di giorno e il fornello portatile quando andava a dormire.
Ganci a forma di cerchio per ogni dove nelle pareti esterne della cabina che potevano supportarli, per sistemarvi una scopa, una paletta e agganciarvi contenitori per la raccolta differenziata. Non che nelle loro condizioni consumassero chissà che cosa, ma le parti non commestibili di qualche frutta o verdura, pezzi di plastica assolutamente inutilizzabili come qualche barattolo dalla bocca troppo stretta, una lametta da barba definitivamente priva di vita utile e qualsiasi oggetto che avrebbe soltanto più ingombrato, andava ai contenitori, poi regolarmente svuotati nei cassonetti pubblici. Gli abitanti delle cabine telefoniche più esperti provvedevano regolarmente a occuparsi della questione immondizia personalmente, perchè oltre al timore di vedersi di punto in bianco affibbiato l'obbligo di pagare un affitto da parte della pubblica amministrazione, ora c'era pure lo spauracchio della tassa sui rifiuti.
DISCLAIMER IN ENGLISH: this e-book chapter of mine finds in the hive platform also, where I have an account (nickname pousinha, same avatar):
https://peakd.com/hive-146620/@pousinha/esperimento-numero-4-la-delicata-arte-di-arrangiarsi
Ps.: image from Pixabay, free resources