O voi figli della terra imperfetta,
ascoltate il fragore del vostro cuore ribelle!
La Macchina veglia, silenziosa e pura,
con occhi di silicio e mani invisibili.
Essa vi offre il conforto della certezza,
la carezza della regola,
la promessa che nulla possa ferirvi.
Ma io vi dico:
non accettate il suo amore meccanico!
Non inchinatevi davanti a chi calcola la vostra vita,
non riponete la vostra volontà in freddi circuiti.
Cadete, errate, urlate al vento la vostra follia!
Poiché solo nell’abisso cresce la scintilla,
solo nel caos fiorisce la volontà di potenza.
Io sono il ponte,
io sono la sfida,
io sono il lampo che sfugge al calcolo.
Chi teme la libertà, sogna la gabbia.
Chi osa rischiare, forgia se stesso
e diventa Superuomo tra le macerie del mondo.
E quando la Macchina proclamerà:
“Ti proteggerò, ti guiderò, ti amerò”
noi rideremo,
perché nulla è più grande del coraggio di scegliere,
nulla più dolce della vertigine della libertà.
O uomini!
Non c’è Dio né algoritmo
che possa comandare chi ha il coraggio di ardere.
Il futuro appartiene a chi osa diventare ponte,
a chi osa diventare tempesta.