Dentro un mite silenzio,
un flebile vento,
s'innalza un'inevitabile necessità;
quell'elementare, spaventosa necessità
Di cui lo scomodo fanciullo
ne intravede
solo un abbaglio; una divinazione;
una lunga, copiosa serie di demolizioni, distruzioni, decadimenti, capovolgimenti gli stanno ora dinanzi;
quasi come un veggente osservo queste mostruose logiche dell'orrore, essere un profeta di un offuscamento e di un eclissi di sole, di cui probabilmente non si è ancora mai visto sulla terra l'eguale;
per nascita divinatore d enigmi, per così dire in attesa sulle montagne, piantato fra l'oggi e il domani, interiormente teso nella contraddizione tra l'oggi e il domani;
primogenito prematuro d'un secolo offuscato da ombre che ben presto avvolgeranno L'Europa;
le guardo salire senza una vera partecipazione a questo ottenebramento, senza preoccuparmi o temere per me stesso;
ma contrariamente a quello che si potrebbe pensare, queste conseguenze per NOI non sono per nulla tristi e rabbuianti;
piuttosto sono novità, difficili da descrivere, di luce, di felicità, di ristoro, di rasserenamento, d aurora.....ci si sentirà come illuminati dai raggi di un nuovo sole; il nostro cuore ne strariperà di riconoscenza, di meraviglia;
finalmente l'orizzonte tornerà ad apparirci libero, anche se non sarà sereno;
scioglieremo le vele alle nostre navi andando incontro ad ignoti pericoli; ogni rischio sarà permesso;
il mare, il nostro mare, ci sta ancora aperto dinanzi;
non vi è ancora mai stato un mare così aperto.
il "panico del anarchia"