Giorno 3
Poteva andare peggio, ma non tanto peggio.
Tra tante cose possibile da fare, quale fare? Perché una bisogna pur farla. Tra i tanti argomenti di cui parlare, di cosa parlare? Io sono convinto che abbandonarsi al caso e provare quello che capita in quel momento sia la scelta migliore. Io stesso mi sono trovato spesso in questa situazione, che può essere altrettanto spiacevole di non avere nulla da fare.
Con l'aumento della disponibilità di conoscenza su internet, e il fatto di conoscere l'inglese, anche solo la scelta di un libro può diventare lunga, per finire con la voglia che passa e infine il far nulla. La troppa scelta è altrettanto dannosa della sua mancanza, almeno secondo me. E anche quando se ne sceglie infine uno, il fatto che nel retromente c'è sempre la possibilità di lasciar perdere e cambiare, incolpando il libro che non si spiega abbastanza chiaramente, quando semplicemente manca la concentrazione. Paradossalmente trovo che dopo una birra la concentrazione aumenta, perché aiuta a ignorare tutte ste minchiate.
Bene, il post di oggi si è trasformato in una supercazzola da venditore di self-help, però è un pensiero che ho avuto ultimamente e volevo condividere con voi. Per restare sul tema vi consiglio anche un articolo di tommi.space. L'articolo parla della sua esperienza nella lettura, e del fatto che non riesca più a coglierne il senso. Molto interessante anche per forma e lessico.
Credo di non avere più idee, o forse sono semplicemente stanco. Non ne ho idea, queste due cose spesso si accavallano ed è difficile distinguerle, come quando si ha la mente appannata perché si è disidratati. Per sparare minchiate mi fermo qui e vi auguro buonanotte, ci sentiamo presto, possibilmente domani!