Nella Valle di Contrin, ai piedi della Marmolada, vive ancora il ricordo di Conturina, una bellissima fanciulla vittima della propria bellezza e dell’odio profondo della sua matrigna. La matrigna di Conturina era una nobile e ricca signora, padrona di un castello e madre di due ragazze che non si facevano notare certo per il loro aspetto.
Molti principi e giovani cavalieri venivano in visita al castello; tutti ammiravano Conturina e nessuno si interessava delle altre due ragazze. Alla matrigna tutto questo proprio non piaceva, così ordinò alla bella ragazza di non pronunciare parola alcuna in presenza degli ospiti. La povera ragazza, maltrattata continuamente, fu costretta ancora una volta ad obbedire senza controbattere. A tutti i principi e qualsiasi altro ragazzo che si recava al castello la matrigna diceva che la ragazza era stupida e muta. Ma i giovani visitatori continuavano ad ammirare Conturina perché la sua bellezza era davvero infinita e poco importava tutto il resto. Allora la matrigna ordinò che, quando vi fossero ospiti in casa, Conturina restasse sempre perfettamente immobile. A tutti cominciò a dire che la figliastra era muta e paralitica.
Niente da fare: i giovani in visita al castello rimanevano comunque incantati dalla celestiale bellezza della ragazza, mentre delle altre due figlie proprio non si interessavano. La matrigna, furente, mandò a chiamare una strega, la quale con un incantesimo trasformò Conturina in una statua. Il risultato non cambiò, perché tutti coloro che si trovavano al cospetto della statua restavano incantati dalla perfezione della stessa.
La matrigna, ancor più furiosa, ordinò che la fanciulla impietrita venisse portata sopra l’altissima rupe che domina il Passo di Ombretta e che venisse infitta nella roccia e abbandonata lassù.
Nessuno sapeva dove la povera Conturina, ormai statua di raffinata eleganza, si trovasse, fino a quando, alcuni pastori udirono nella Val d’Ombretta una voce di donna che cantava una dolce melodia.
Una notte un giovane soldato, che era di sentinella sul passo, nel silenzio profondo riuscì a comprendere anche le parole del canto che descrivevano la triste storia della giovane e bellissima Conturina. Il soldato le gridò che allo spuntar del giorno si sarebbe arrampicato su quella rupe per liberarla. Conturina gli rispose che era troppo tardi. Nei primi sette anni sarebbe ancora stato possibile liberarla, ma alla fine del settimo anno l’incantesimo si era fatto insolubile e nessuna forza umana sarebbe riuscita a staccarla e liberarla dalla roccia. La povera ragazza di pietra era destinata a vivere per sempre lì.
Si narra che chi passa per quel deserto di rocce, la Valle Ombretta, specialmente di sera, ode ancora il dolce canto della povera Conturina.