Anno 73 d.C. – La fortezza di Masada è caduta. I ribelli ebrei, assediati dai romani, scelgono il suicidio piuttosto che la resa. Ma tra i cadaveri, pochi uomini fuggono portando con sé un antico manoscritto, scritto con simboli sconosciuti. È il Sefer ha-Ma’arakhot (“Il Libro delle Strategie”), un testo segreto tramandato da una casta di mistici ebraici che da secoli studia la caduta degli imperi e il dominio sulle masse. Il loro scopo: la vendetta contro Roma.
Nascosti nelle province orientali dell’Impero, questi uomini fondano una società segreta: I Guardiani della Parola. Il loro piano è audace: creare una religione, un culto che lentamente corrompa le fondamenta dell’Impero dall’interno, rovesciandone i valori e indebolendone la spina dorsale culturale e politica.
Uno dei loro strumenti è un Messia costruito su misura per le masse: un predicatore che sfida l’ordine costituito e diffonde un nuovo verbo. La sua storia viene scritta, modificata e tramandata, mentre i Guardiani si infiltrano nelle alte sfere del potere romano, spingendo gli imperatori a tollerare e infine adottare il Cristianesimo come religione di Stato.