Cara Stefania Maurizi, ecco cosa dovevi fare prima di parlare di "verità" sugli attacchi chimici a Douma
Cara Stefania Maurizi, ecco cosa dovevi fare prima di parlare di "verità" sugli attacchi chimici a Douma

By Lorenzo Declich | Ideolog | 24 Nov 2019


Cara Stefania Maurizi,

stamattina, 24 novembre 2019, ho letto il tuo articolo dal titolo "Wikileaks, la verità sull'attacco chimico a Douma in Siria".

Il tuo pezzo esordisce con una frase molto scioccante:

E' un episodio che poteva far sprofondare il mondo in una nuova guerra in stile Iraq, innescata dalle inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam.

Mi aspettavo che dopo questa frase avrei letto un racconto, seppur stringato, dei fatti che invece effettivamente seguirono.

E invece no, quindi te li racconto io: Trump, senza aspettare rapporti da organizzazioni che non rispetta e delle quali non si interessa, rispose al "presunto attacco chimico" a Douma con un attacco missilistico che colpì presunte installazioni "chimiche" siriane. 

Poi più nulla.

In Siria - si riporta - la cosa fu letta come la dimostrazione che oltre a una limitatissima reazione, fatta per dimostrare quanto "questo nuovo presidente" fosse più "deciso" e "reattivo" rispetto al precedente, Trump non sarebbe andato.

C'era un precedente: un altro "presunto attacco chimico" (Khan Shaykhun, aprile 2017), provocò la reazione americana: 59 missili che colpirono la base militare da cui, secondo gli americani, erano stati lanciati gli ordigni.

Danni limitati, nessuna escalation, un fatto episodico, anche qui il tutto apparve "confezionato" come un spot per glorificare Donald.

By the way: un anno dopo Trump abbandonò a se stesso il Nordest della Siria, ostentando il suo "disimpegno" e provocando una reazione a catena decisamente catastrofica.

***

Stefania, hai omesso questi fatti, fondamentali per capire in quale contesto si collocano le cose di cui parli.

Le conseguenze non ci sono state, nella realtà, eppure tu hai preferito sottolineare soltanto il "pericolo percepito" in quel dato momento.

Hai raccontato un percezione, hai omesso i fatti. 

Io capisco che la si debba sparare un po' grossa per ricevere attenzione, ma così non va bene, così è proprio soltanto meschino sensazionalismo.

Capisco anche che sei molto concentrata sui leaks e poco sulla Siria ma questo non dovrebbe esimerti dal dovere di guardare un po' in giro, farti un'idea non dico completa ma almeno ben strutturata della questione "attacchi chimici in Siria".

***

Ti do una mano.

C'è questa organizzazione che si chiama Syrian archive, leggine la descrizione qui.

Sono persone che da anni raccolgono documentazione di tutti i generi sui crimini di guerra in Siria.

Su tutti i crimini di guerra, perpetrati da tutte le parti in conflitto.

In special modo "salvano" i video dalla cancellazione o dall'oblio.

Ora vai sulla loro homepage e clicca su: "Chemical weapon database"

Potrai aprire il video di presentazione di questo enorme lavoro di collezione e organizzazione di fonti aperte attraverso le quali questi ricercatori hanno documentato 212 attacchi chimici in Siria, il primo dei quali nel 2012.

Contiene documentazione proveniente da 190 fonti diverse che puoi vedere, analizzare, scaricare.

Contiene 861 video verificati, geolocalizzati.

Stefania, avresti dovuto dire qualcosina su questo, o no?

Avresti anche potuto dubitare della veridicità di tutto questo materiale, d'accordo.

Ma omettere il fatto che il file "armi chimiche" è una cosa enorme è davvero una brutta cosa da fare.

Vabbene, Syria archive non è Wikileaks, non è cool, non fa milioni di click, ma è qualcosa sulla quale avresti dovuto ragionare un po', magari un bel po'.

***

Stefania, di letteratura su quell'attacco specifico ve n'è anche altrove: analisi molto approfondite su fonti aperte come quella di Bellingcat, delle quali puoi chiaramente dubitare ma che avresti dovuto almeno vagliare, se non citare.

E a proposito di contesto: forse avresti dovuto ricordare a chi ti legge che - come è spesso successo in questi anni - siriani e russi per molto tempo non permisero agli ispettori di entrare nell'area interessata agli attacchi.

Un dettaglio, forse, ma anche no.

***

Stefania, "la verità" che affermi di rivelare è, quella sì, "presunta". 

Mi spiego: io non dico che l'e-mail che pubblichi sia falsa, né che ciò che la mail racconta sia falso.

Dico anche che ritengo probabile che il rapporto degli ispettori dell'agenzia sia stato modificato da qualcuno che si trova al vertice della Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche.

Vedremo se mai qualcuno risponderà alle accuse, a me interessano per prima cosa i fatti.

E dovrebbero interessare anche a te.

Stefania, io ho fatto il lavoro per te, ed è domenica mattina.

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Update h. 22.55

Vedo che il titolo del pezzo è stato cambiato, ora recita: "Wikileaks: nuove rivelazioni sull'attacco chimico a Douma, in Siria".   Il link continua a contenere il titolo originale: https://www.repubblica.it/esteri/2019/11/24/news/wikileaks_la_verita_sull_attacco_chimico_a_douma_in_siria-241742122/?ref=RHPPLF-BH-I241760172-C4-P8-S1.4-T1  

Certo, si perde il senso del "mio" titolo, ma la sostanza non cambia.  

Congratulazioni vivissime a tutti, laggiù in redazione.


Lorenzo Declich
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Ideolog
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