Autocertifica questo (per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno)

Autocertifica questo (per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno)

By Lorf | Ideolog | 27 Mar 2020


Quello che non fa la polizia lo fa la burocrazia.

Ragionavamo proprio oggi io e Ale sull'accumularsi in pochi giorni di un numero kafkiano di nuovi moduli di autocertificazione.

L'avrete fatto anche voi: ho letto diverse divertenti battute in proposito.

Ma in una certa misura è una cosa seria e rivelatrice.

Ale, giustamente osservava: non è che poi non esci, in realtà sei disincentivato a farlo, e quando lo fai hai paura.

Questo fiorire di moduli rende le persone meno sicure di sé.

E se avessi in mano il modulo sbagliato?

E se avessi spuntato la cosa sbagliata? 

Non c'è da scherzare su queste cose. C'è la multa, ed è pesante.

Siamo un paese con un altissimo tasso di analfabetismo di ritorno e ciò non significa che potete abbandonarvi a insulti classisti se solo avete fatto un liceetto di merda o un'universitucola del cazzo, bensì che molte persone non sanno leggere correttamente un normale modulo.

In più è passato come scontato il fatto che il modulo dovreste stamparvelo e compilarvelo voi, cosa che non dovrebbe essere.

Ma non è detto che in casa ci sia una stampante o un computer.

Hanno tutti il telefonone, forse, ma il computer anche no.

Così come non è detto che la cartuccia della stampante non sia finita, e i negozi di cartucce sono chiusi.

In definitiva il modulo di autocertificazione da produrre di fronte a una guardia è uno strumento repressivo profondamente classista.  

Vi vedo sorridere, microborghesi del menga.

Fate pure, stronzi.

Da ipocriti quali siete potreste dire: "la legge non ammette ignoranza".

E io potrei rispondervi: "vaffanculo".

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C'è una bella differenza fra il non uscire di casa perché si è ben compreso che la cosa è stupida e dannosa e non uscire di casa perché si ha paura di essere fermati dalle guardie che potrebbero farti una multa.

Questo impianto dell'autocertificazione, così come si sta strutturando da qualche settimana, aiuta le guardie a fare quello che a loro di base piace fare: comandare.

E l'atto del comando, seppure talvolta necessario (es.: in una cordata alpinistica in montagna), è profondamente autoritario.

Le guardie e i burocrati si aiutano a vicenda per "reprimere".

E no, non è necessario, anzi dannoso.

Le persone, già chiaramente in stato di prostrazione, si sentono trattate come animali da domare, nonostante il Giuseppone nazionale si prodighi per dare a tutti la sensazione che l'Italia sia raccolta in un gigantesco abbraccio virtuale.

Sudditi, dunque, che finiscono per pensare che dietro a tutto questo ci sia un complotto.

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Bene, questo è solo un esempio, tratto da ciò che vedo in questi giorni.

Un esempio che aiuta a spiegare quella che è una mentalità diffusa e pervasiva in questo paese.

L'ho riassunta nel titolo con una frase che talvolta trovi appesa nei bar: "Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno".

Vi spiego.

Un barista faceva credito alle persone ma a un certo punto uno di questi creditori scappa, lasciando il barista a bocca asciutta.

Cosa fa il barista?

Non fa più credito a nessuno.

Bene, il creditore disonesto (o disperato) è uno.

I creditori onesti sono una moltitudine.

A fronte di una sola infrazione al codice abitudinario il barista reagisce punendo, di fatto, quella moltitudine.

Il creditore disonesto cambierà bar, reiterando forse il suo riprovevolissimo comportamento.

I creditori onesti cesseranno di esser tali: smetteranno di uscire senza portafoglio per prendere un caffè e la loro vita sarà meno leggera.

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Ciò che succede fra barista e creditori è una metafora molto calzante di ciò che succede in Italia nel rapporto fra istituzioni, amministrazione e cittadini.

Se uno trova un modo per non pagare le tasse e viene beccato cosa fanno i burocrati?

Aggiungono oneri di certificazione, inseriscono codicilli, rendono più complesso il meccanismo della dichiarazione, inaspriscono le punizioni.

Risultato: TUTTI GLI ALTRI dovranno compilare un modulo più complicato.

E se l'evasore, che spesso è un professionista dell'evasione, troverà un altro modo per non pagare le tasse, TUTTI GLI ALTRI rischieranno di essere puniti per una disattenzione nella compilazione del modulo.

In questo processo qualcuno passerà al lato oscuro, stufo di essere vessato dalla burocrazia e incazzato per il fatto che gli evasori la fanno spesso franca mentre lui, per un errore innocente, ha dovuto rinunciare alle vacanze.

E' un sistema che premia gli stronzi e punisce gli onesti.

I quali, fra l'altro, "per colpa di qualcuno", vengono trattati sempre più come "persone che potrebbero delinquere", non come bravi cittadini onesti.

I cittadini onesti, oltre a sopportare il peso di gente che evade il fisco, dovranno scontare la pena "burocratica" al posto loro.

Tornando all'autocertificazione: il suo intrinseco valore di strumento agile che prevede una certa dose di fiducia fra cittadino e guardia diviene uno strumento di repressione che genera ansia, scontento e paranoia.

Chi vorrà invece malevolmente contravvenire alle disposizioni di legge troverà certamente il modo di farlo.

Verranno multate vecchine inermi, boy scout e lavoratori che ogni giorno rischiano di prendersi il virus in fabbrica e alla fine della giornata vogliono comprare quel particolare prosciutto a 500 metri da casa invece che quella merda del discount che gli hanno piazzato proprio nel suo condominio.

A voi il piacere di esemplificare ulteriormente, se vi va. Se non vi va ricordate quella frase.

 

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