Qualche anno fa Nassim Taleb, blasonato statistico passato agli onori per i suoi libri su come si fanno i soldi speculando al ribasso, disse che la resistenza siriana era sostanzialmente una struttura terroristica perché: "se fra 15 persone c'è un terrorista alla fine lo diventano anche gli altri 14".
Facendo questo giustificava il genocidio siriano (che minimizzava) ad opera di Bashar al-Asad e i suoi amici.
Se io oggi dovessi applicare il metro di Taleb direi "All cops are bastards": ACAB.
Taleb però sbagliava, e di grosso. Uno statistico che mai prima si era interessato della "sua" Siria che cosa mai ne poteva sapere delle dinamiche reali sul terreno?
In quei mesi ampie aree della ribellione siriana erano egemonizzate dai terroristi per motivi che poco avevano a che vedere con la statistica: alla strategia di lungo periodo orchestrata da Bashar al-Asad per radicalizzare l'opposizione (ad esempio liberò decine di qaidisti nei primi mesi della rivoluzione, quando nessun ribelle aveva ancora sparato un solo colpo di arma da fuoco) si aggiungevano i finanziamenti più o meno occulti provenienti dal Golfo e un'ambiguità americana che forniva a gruppi armati selezionati armi per resistere ma non per vincere (mai nulla che potesse contrastare il dominio dei cieli, ad esempio).
Insomma la cosa era reale ma la causa era che dall'alto diversi burattinai tiravano i loro fili, producendo sul terreno estremismi, adesione a sigle terroristiche, eccetera.
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Io però ACAB lo dico lo stesso, senza usare Taleb che, alla fine, è un povero coglione.
Lo dico constatando il fatto che i responsabili delle torture di Genova sono stati promossi mentre chi le denunciò fu marginalizzato o mandato via. Gianfranco Fini, che stava nella "cabina di regia", negli anni a seguire fu addirittura promosso, nel sentire comune, a *statista*. Invece era il classico "fascista in doppiopetto".
E lo dico dopo Santa Maria Capua Vetere, la cui storia racconta che nulla è cambiato perché i pestaggi e le vessazioni avvenivano nel silenzio dei capi.
Nel 2001 tutte le guardie erano infami e nel 2021 tutte le guardie sono infami perché coloro che tiravano e tirano i fili erano e sono infami.
Perché i numeri identificativi sui caschi e sulle divise non glie li misero e non glie li metteranno.
Sì, certo, c'è qualche mela sana. Più di qualcuna. Ma se prendi ordini da un infame finisci per fare cose infami o andartene.
Se volessi fare il "moderato" potrei evitare di dire ACAB e formulare una cosa tipo: "l'unica guardia buona e la guardia che si licenzia".
Ma sarebbe una cosa penosa, triste.
Qui la metafora che funziona è quella del pesce marcio che puzza dalla testa.
Nulla di personale.
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C'è qualcuno che in questi anni, facendo filmetti, ha voluto spiegarci che le guardie sono strutturalmente infami perché "devono fare il lavoro sporco".
ACAB diventava dunque una cosa come: sì, sono infami, ma qualcuno deve pur esserlo altrimenti sarebbe il caos.
La guardia, dunque, veniva umanizzata. Si seguivano le vite di questi celerini che alla fine *dovevano* diventare tipo quasi fratelli, che per *fedeltà al corpo* mandavano all'aria la loro vita.
Roba così.