An Aliens message - A short science fiction story (ENG)/Un messaggio dagli alieni – Un breve racconto di fantascienza (ITA)

By lemming | Miscellanea | 11 Jul 2021


An Aliens message - A short science fiction story (ENG)

Our scientists, their great grandparents, had calculated a distance of about 48 light-years between our planet and the Eias System.
Eias was a star with a system of 12 planets some of which could host life forms. That was the opinion of our great scientists.
Based on this hypothesis and again assuming that intelligent life forms existed almost on one of those planets, messages of friendship and brotherhood had been sent in the direction of those celestial bodies in the hope that someone would respond.

Probably our scientists were a little wrong when they calculated the distance between our planet and the Eias System. A response signal was received by the international radio telescope network only 78 years after our messages were sent. They were not 48 light-years, but only 39 as it had taken 39 years for our message to be received by someone and another 39 years for the response to reach us.

It had been at least two weeks that the news that we were not alone in the universe occupied the pages of both print newspapers, the few that remained, and the network.
Not to mention social media.
People looked crazy. There were those who feared an invasion and those who feared losing their jobs; someone was judging the event as an opportunity for earnings and others, very few, did not care at all about it.

We were all waiting for the event to be broadcasted worldwide on all TV and web channels.
The alien signal was recorded in the memory of the quantum computer network to be decoded. The result of the decoding had been automatically encrypted so that no one, even the real bosses of the world, could know the message content in advance.

The entire world would have known at the same instant what our cousins? brothers? neighbors? (39 light-years are not so few) had to tell us, in response to our call sent only 78 years earlier.

And the day and time set for the event came. Anyone who had a web connection of any kind or even a simple television or radio was connected. Everyone was anxiously waiting. Everyone wanted to know, to know the truth. Everyone wanted to hear or to read the alien message.

In the exact moment that had been fixed to spread the alien message, the global network of quantum computers decrypted the information coming from space, translated it into all spoken, written, or ancient languages of the world, and spread it on all the screens that were connected all over the world.

And this was what we heard or we read, the message of the inhabitants of the Eias System.

“Terrestrials, please do not send advertising to our home anymore in any form. We are not interested in any purchase of goods or services from your planet! "

 

Un messaggio dagli alieni – Un breve racconto di fantascienza (ITA)

I nostri scienziati, o meglio, i loro bisnonni, avevano calcolato una distanza di circa 48 anni luce tra il nostro pianeta e il Sistema Eias.
Eias era una stella che possedeva un sistema di 12 pianeti alcuni dei quali, sempre ad opinione dei nostri grandi scienziati, potevano ospitare forme di vita.
Sulla base di questa ipotesi e ipotizzando ancora che ci fossero forme di vita intelligenti, erano stati inviati dei messaggi di amicizia e fratellanza nella direzione di quei corpi celesti, nella speranza che qualcuno rispondesse.

Forse i nostri scienziati si erano sbagliati un pochettino sul calcolare la distanza. Un segnale di risposta fu infatti captato dalla rete internazionale di radiotelescopi solo 78 anni dopo l’invio dei nostri messaggi, per cui se ne deduceva che non erano 48 anni luce, ma solo 39 anni luce, in qaunto ci erano voluti 39 anni perché il nostro messaggio fosse ricevuto da qualcuno e altri 39 perché la loro risposta giungesse a noi.

Erano almeno due settimane che la notizia che non eravamo soli nell’universo occupava le pagine dei giornali sia cartacei, i pochi che restavano, che della rete.
Per non parlare poi dei social.
La gente pareva impazzita. C’era chi temeva un’invasione e chi di perdere il posto di lavoro; qualcuno considerava quell’evento come un’opportunità di facili guadagni e altri invece, molto pochi, non se ne curavano proprio.

Tutti eravamo in attesa della trasmissione dell’evento in mondovisione su tutti i canali TV e web. Il segnale degli alieni era stato inserito inserito nella rete di computer quantistici per essere decodificato e il suo contenuto era poi stato automaticamente criptato in maniera che nessuno, nemmeno chi comandava per davvero il mondo, potesse conoscerne il contenuto in anticipo.

Tutto il mondo avrebbe sarebbe venuto a conoscenza nel medesimo istante che cosa i nostri cugini? fratelli? Vicini? (si fa per dire: 39 anni luce non sono poi così pochi) avevano da dirci, in risposta alla nostra chiamata inviata solo 78 anni prima.

E vennero così il giorno e l’ora stabiliti per l’evento.
Chiunque avesse avuto una connessione web di qualsiasi tipo o anche una semplice televisione o radio era collegato.
Tutti erano in attesa trepidante. Tutti volevano sapere, conoscere la verità. Tutti volevano ascoltare il messaggio degli alieni.

Nell’attimo preciso che era stato stabilito per divulgare il messaggio alieno, la rete globale di computer quantistici decriptò l’informazione venuta dallo spazio, la tradusse in tutte le lingue parlate, scritte o antiche e la diffuse su tutti gli schermi che erano collegati: praticamente tutti.

E fu così che ascoltammo, o leggemmo, il messaggio degli abitanti del Sistema Eias ci avevano mandato in risposta al nostro.

“Terrestri, siete pregati di non inviare più pubblicità al nostro indirizzo sotto qualsiasi forma. Non siamo interessati ad alcun acquisto di merce o servizi provenienti dal vostro pianeta!”

 

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lemming
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I am Italian, over 50, interested in many things: geology, science fiction and cryptos


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