pugno chiuso

Che cos'è la sinistra? Le stratificazioni nelle forze di sinistra sono sempre esistite, ma oggi sono saltate per questo occorre ricostruire da zero

By ErPreteMatto | Dissolvenza | 5 Aug 2021


La litigiosità della sinistra italiana è ben nota e conosciuta a tutti, si sono fatte tonnellate di satira di ottima qualità su questo e sulla capacità, per così dire, dei partiti di sinistra di frantumarsi continuamente in una miriade incalcolabile di piccoli movimenti e partitini, divenuti col tempo così numerosi da essere ormai impossibili da enunciare tutti; questo, però, comunemente percepito come un limite, in realtà è sempre stato un valore. Collegialità e diversità di vedute fanno parte del bagaglio culturale della sinistra (italiana e non solo) da sempre, la cosa per lungo tempo non è stata un problema, oggi sembra esserlo diventato ma, a ben vedere, più che la causa del male si tratta invece di un sintomo relativo a una patologia ancora più grave della banale litigiosità.

Se vogliamo ricostruire un fronte popolare di sinistra in questo paese dobbiamo riprendere il discorso dalle origini, sbrogliare la matassa e riordinarla, per cui sarà necessario, per prima cosa, definire che cos'è la sinistra; a tal fine sarà utile immaginare la galassia della sinistra come un sistema di cerchi concentrici, dove nell'area più centrale troviamo i valori fondanti e comuni a tutte le diverse anime della sinistra, mentre man mano che ci allontaniamo dal centro troviamo visioni e idee politiche sempre più radicali. Al centro di questo sistema di cerchi concentrici troviamo i cosiddetti riformisti, l'ala cioè della sinistra che è (o comunque in passato ambiva a diventarlo) istituzionalizzata, man mano che ci allontaniamo dal centro del nostro sistema troviamo le diverse anime, per cui i progressisti, i socialisti, i comunisti e, nel cerchio più estremo, gli anarchici; vi sono poi dei satelliti (possiamo immaginarli come tali) che orbitano intorno a questo sistema di cerchi concentrici che rappresentano dei valori di riferimento che non sono necessariamente di sinistra, ma che rappresentano un punto di riferimento per i partiti e i movimenti di sinistra come, ad esempio, l'ambientalismo, l'umanitarismo, l'anti-imperialismo, etc.

Il nostro sistema di cerchi concentrici, al netto della conflittualità che da sempre anima le diverse sensibilità di sinistra, resta comunque moderatamente saldo e coeso finchè condivide dei valori comuni, man mano che vengono meno tali valori comuni, però, il sistema si sfalda, perde la sua unità e, alla fine, si dissolve procedendo per successive espulsioni. Nel momento in cui, ad esempio, una parte della sinistra ha deragliato sulla questione migratoria (coi CIE, i CPR e, più di recente, con gli accordi con la libia), inevitabilmente quella parte del nostro sistema di cerchi concentrici finisce col collocarsi automaticamente fuori dall'ecosistema delle forze di sinistra; nel momento in cui un'altra parte della sinistra si schiera contro il popolo della val di susa e a favore della TAV ecco che anche quell'ala cede e si colloca inevitabilmente fuori dal nostro sistema di cerchi concentrici. Come stiamo iniziando a capire a venire meno sono le sensibilità che si trovano vicino al centro del nostro sistema, quelle che cioè condivedevano solo alcune, poche, idee fondamentali rispetto alle forze di sinistra più radicali ma che, una volta venute meno, richiedono inevitabilmente che i corpi della sinistra radicale (i cerchi più esterni del nostro sistema) espellano gli esponenti dei cerchi inferiori al fine di preservare un orientamento di sinistra per tutto l'ecosistema.

Fenomeni come l'atlantismo (e più di recente l'europeismo che nè è una derivazione), le logiche neoliberali a livello economico e l'aver tollerato (o persino favorito e agevolato) lo svuotamento dei diritti dei lavoratori (anche per mezzo di un sindacalismo che s'è ormai completamente svilito) hanno svuotato lo spazio del nostro sistema di cerchi concentrici nel quale rimangono ormai in piedi solo due forze, entrambe minoritarie: gli anarchici (che da sempre rappresentano il cerchio più estremo) e i comunisti. Tuttavia occorre fare attenzione perchè la scomparsa di punti di riferimento di adeguato spessore intellettuale, oltre che di un vero indirizzo politico, sta minando anche questi ultimi due presidi della sinistra italiana rimasti in piedi. Analizzando, poi, il modo in cui gli altri cerchi sono venuti meno ci accorgiamo che questo è potuto accadere perchè si è permesso che vi si infiltrassero persone e forze che, storicamente, nulla avevano a che fare con la storia e il pensiero politico della sinistra italiana; aver aperto, giusto per fare un esempio, le porte ai democristiani, dando vita a quella mostruosità informe che è il pd, ha completamente demolito quelli che una volta erano i DS. La diversità di opinioni, in altre parole, è certamente un valore ma purchè quelle opinioni diverse possano contare su un terreno valoriale comune, una forza che per sua natura dovrebbe essere anti-imperialista, infatti, non può mischiarsi con chi fa dell'atlantismo la propria bussola geopolitica senza finire con lo snaturarsi completamente.

La soluzione a tutto questo, ovviamente, non può essere di trincerarci dentro un purismo miope, che è per sua natura inconcludente, ma deve passare attraverso una ricostruzione del sistema di cerchi concentrici andato in frantumi; per farlo è necessario anche ricostruire il rapporto coi territori a livello locale, per cui bisogna rinunciare a una regia nazionale e fare in modo che siano i comuni cittadini, nelle rispettive città, a portare avanti tale opera partendo da uno zoccolo duro (comunisti e anarchici) che dovrà ricostruire nelle singole città quel sistema di cerchi concentrici di cui abbiamo sin qui parlato, rifondandolo nuovamente su quei valori comuni di base che sono capaci di tenerci insieme tutti (al netto di quelle fratture che rimangono comunque insanabili); le diverse anime e sensibilità della sinistra, in altre parole, devono "riscoprirsi" e tornare a conoscersi e "riconoscersi" a livello locale. Non si tratta quindi di fare propaganda anarchica o comunista (anzi, la ricerca di una qualche forma di egemonia a livello locale sarebbe da considerarsi un ostacolo e un limite al nostro progetto di ricostruzione), ma di riannodare le fila con quelle forze che, a livello locale, possono legittimamente posizionarsi a sinistra allontanando quelle che, invece, non hanno più la credibilità per farlo; questo, inevitabilmente, significa anche decidersi a comprendere una volta per tutte che forze come il PD, in tutto questo discorso, rappresentano un avversario politico e vanno svuotate dei propri iscritti i quali, attenzione, non dovranno necessariamente essere "fagocitati" dalle realtà che staranno facendosi carico di quest'opera di ricostruzione ma dovranno, preferibilmente, essere semplicemente spinti a ricostruirsi una dimensione credibile nell'alveo delle forze di sinistra. Del resto, come abbiamo visto, aprire le porte a persone che nulla hanno a che vedere con un determinato pensiero politico finisce col far collassare quel pensiero politico, per cui no, il fine di questa nostra operazione non può essere la ricerca di un'egemonia, da parte di una sola forza, sulla sinistra del paese.

L'orizzonte e l'obiettivo di questa opera di ricostruzione, poi, non potrà nemmeno essere quella di rifondare un partito da portare a concorrere alle politiche e questo lo scrivo a prescindere dal mio personalissimo orientamento ideologico (essendo anarchico considero quel tipo di approccio naturalmente inconcludente) ma lo scrivo perchè, semplicemente, attualmente non ci sarebbero comunque le condizioni per farlo; l'obiettivo, quindi, deve essere anzitutto ridare alle masse dei punti di riferimento (a livello sia locale che nazionale) che le aiutino ad orientarsi in un tempo come quello attuale in cui l'informazione circola sovrabbondante e a una velocità folle e, successivamente, ricostruire quella "coscienza di classe" che ormai da troppo tempo questo paese ha perduto.

Tutto questo, chiaramente, non si fa in un giorno, richiederà anni, ma a prescindere da come la si pensi credo possa essere chiaro a tutti che senza questi presupposti nulla di solido potrà mai essere ricostruito.

How do you rate this article?

2


ErPreteMatto
ErPreteMatto

anarchico, bitcoiner, interista


Dissolvenza
Dissolvenza

“Lo Stato è come la religione, vale se la gente ci crede.” "State is like religion, it only works if people believe in it" Errico Malatesta

Send a $0.01 microtip in crypto to the author, and earn yourself as you read!

20% to author / 80% to me.
We pay the tips from our rewards pool.