il cinese approfittatore
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il cinese approfittatore

By barbara pappalardo | barbara | 5 Jun 2020



IL CINESE PROFITTATORE

Ho sempre creduto che gli orientali fossero più buoni e meno approfittatori, invece proprio da poco mi sono dovuta ricredere, perché qualcosa ha permesso ciò. Il lunedì, giovedì, e sabato, nel mio paese c’è il mercato io non avendo la possibilità d’avere qualcuno che mi accompagni, alcune volte non avendo niente da fare con la macchina mi dirigo al mercato cercando qualche occasione da comprare a poco prezzo, quel giorno con la mia macchina mi fermai vicino alla bancarella di un cinese che vendeva vari oggetti d’abbigliamento, poiché come sapete io non posso camminare sola, chiamavo il cinese che dapprima gentile veniva in macchina a farmi vedere ciò che io le chiedevo che mi piaceva, devo confessare che le prime volte fu gentile, ma la sua gentilezza si trasforma in approfittamento quando un giovedì andai nella sua bancarella per cambiare una maglietta che mi aveva venduto qualche giorno prima, e non mi era piaciuta quindi la volevo cambiata con altra merce, dapprima questo a cambiare la merce fu un po’ restio, ma dopo mi cambio quella maglietta con altre cose e restarono 4.000 che non sapevo proprio cosa poter prendere il cinese si mise a parlare d’essere buono lui con me, quindi mi fece capire di non pretendere niente di più, quel giorno io andai via pensando che forse parlava in quel modo perché era stanco di portarmi le cose in macchina, pensai di ritornarci un nuovo giorno, così fu solo che quel giorno fu molto scortese dicendomi “non c’è niente” (eppure nella bancarella c’era tanta di quella roba, book) pensai e ancora arrabbiato o era stufo di me perché non potevo scendere dalla macchina (per quale motivo poi), non ci pensai poi tanto e andai via.

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Il giovedì 29 luglio tornai nuovamente al mercato non per le 4.000 ma per una questione di principio, pensavo che non era giusto approfittarsi di me fregandomi i soldi solo perché non potendo scendere dalla macchina non potevo scegliermi ciò che più mi piaceva, cosi quella mattina appena questo cinese mi vide la sua prima frase fu “non c’è niente, ” e in più aggiunse “per te” a queste parole montai su tutte le furie e lo minacciai dicendogli che se non mi avrebbe ritornato ciò che era mio avrei chiamato la polizia, non si preoccupò e mi ripeteva di andare via, queste voci furono sentiti da un signore di passaggio e ragiono lui con questo cinese che più che altro parlava nella sua lingua, fatto sta’ che per merito di questo signore di passaggio potei ottenere ciò che era mio. Fatto sta che questo cinese voleva approfittare di me, e della mia disabilita, perché pensava che non potendo scendere dalla macchina non avrei mai avuto il coraggio di difendere i miei diritti.

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